Venice Globe 3×10 “Try”

MESSAGGIO IMPORTANTE: SE VOLETE CHE LA STORIA CONTINUI, COMMENTATE NEL BLOG, SCRIVETE COSA NE PENSATE, I VOSTRI PERSONAGGI PREFERITI, E LE VOSTRE IMPRESSIONI. MI RACCOMANDO, è IMPORTANTE CHE VOI LO FACCIATE, GRAZIE, E BUONA LETTURA:


 

 

NOVEMBRE 2012

 

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Julien osservava Derek, lo implorava di non sparare, osservò suo padre che sorrideva..dietro di lui sentiva Christopher fermo pronto a sparare

John: il tempo sta passando…figliolo cosa scegli

Derek: ti prego non volevo io…la mia famiglia la stava per uccidere

Julien: e tu quindi mi hai rapito e portato da lui? Lo sai cosa è successo a Venice? Ne hai una minima idea?

Derek: non lo so…ma

Julian si innervosì, premette la pistola contro la testa dell’amico

Julien: ti sei fatto fregare…da lui! Dio mio quanto sei stronzo!

Christopher: penso che ci siamo

John: oh si hai proprio ragione

Derek sospiro e guardo negli occhi Julien

Derek: spararmi…fallo…ti prego fallo! Me lo merito!

Julien voleva quasi piangere, si trovava in una posizione che mai prima, suo padre gli aveva fatto di tutto a lui è sua sorella lo aveva picchiato, tolto dalla scuola, fatto compiere rapine, assassini, di tutto ma mai aveva detto di uccidere il suo migliore amico, era incazzato con Derek per ciò che aveva fatto ma non poteva non poteva farlo

Julien: sei un bastardo!

John: tu dovevi essere il mio erede…invece non fai altro che insultare me che ti ho messo al mondo…cosa fai? Sparì o lo lasci vivere?

Derek: uccidimi ti prego!

Prese la mano di Julien  con la pistola e se la punto alla testa

Derek: fallo ti prego

Julien: io…non posso

Christopher: state rompendo le palle tutti e due

Christopher tolse la pistola dalla testa di Julien e sparo due colpi al petto a Derek, che cadde a terra morto

Julien si girò di scatto verso Christopher, l’uomo gli tolse la pistola e gli ruppe il braccio, Julien cadde a terra imprecando.

John: cosa cazzo fai!

Christopher lo guardo

Christopher: non mi paghi per vedere dei ragazzi frignare…è ora di organizzare la nuova mossa

John: sono io che decido non tu!

Christopher: lo so….ma ho avuto una pessima giornata

Butto la pistola a terra ed uscì da una porta laterale, era sporco di sangue del sangue di July, e di altre persone, ormai lui era questo, un assassinio e non gli importava…gli importava solo che il lavoro fosse pulito!

John osservava il figli mentre cercava di avvicinarsi alla pistola, con un calcio la butto lontano

Julien fisso il padre

John si piego verso il figlio

John: ed ora dimmi…dove si trova Rose? Abbiamo molte cose di cui parlare

 

 

VENICE FEBBRAIO 2013

 

 

 

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Sophia era lunga sul letto, dormiva ancora, fuori il sole freddo di febbraio entrava dalla finestra e illuminava il volto della giovane ancora profondamente addormentata. Toby entrò con la colazione sopra un piccolo vassoglio che appoggiò sulla scrivania della camera, poi si allungò al fianco di Sophia

Toby: amore è ora che ti alzi

Sophia si girò dall’altra parte senza dare segno di essersi svegliata, Toby la scosse leggermente

Sophia si stirò

Sophia: ancora cinque minuti dai

Toby: lo hai detto mezz’ora e mi sono fatto la doccia e ti ho preparato la colazione a letto quindi è ora che ti alzi

Sophia: non ho voglia di andare a scuola!

Toby abbasso la testa sul cuscino, quante volte avevano fatto quel discorso nell’ultimo mese e mezzo? Sophia voleva lasciare la scuola da quando erano tornati dalle vacanze di Natale, lo vedeva Toby che la giovane non era in se ancora provata dalla morte del padre e dalla morte di Angel, il viaggio natalizio era servito a migliorare un po’ la situazione ma poi la giovane era ricaduta nuovamente della depressione e dello sconforto.

Toby: ne abbiamo parlato già tantissime volte Sophia non terminare la scuola non è nei termini specie considerando cosa voleva per te tuo padre

Sophia: tu non lo sai cosa voleva!

Sophia lo stava guardando in modo cattivo, Toby la fissava in modo calmo ci aveva fatto l’abitudine a quelle uscite della giovane.

Toby: non è vero Jared lo conoscevo e lo sai benissimo!

Sophia: non dovevamo fare quella stupida cerimonia…io non posso crederci che sia successo tutto ciò

Toby la prese e l’abbracciò

Toby: non dirlo neanche per sogno Sophia ok? Jeremy è un pazzo nessuno si aspettava che uccidesse così 20 persone tra cui suo fratello…e la cosa più brutta è che ora siede da intoccabile nel consiglio comunale, protetto da qualcuno

Sophia: lo so è che mi sento così debole stanca di tutto questo…

Toby: tutti noi lo siamo, pensa a Lily pensa a lei ed Angel siete uguali voi due

Sophia pensava spesso a Lily la ragazza la vedeva a scuola ma non era più lei era come senza vita, inoltre Louis ci provava così spudoratamente con lei e se avesse avuto la possibilità Sophia gli avrebbe piantato una pallottola in testa, se non lei Donna.

In quel momento sentirono delle forti urla provenienti dal corridoio

Sophia: cosa succede?

Toby guardo l’orologio

Toby: la solita litigata mattutina di Donna

Sophia: devo alzarmi vero?

Toby: se non lo fai ti trascino a forza

Sophia: uff che palle

Toby: sono tuo marito dopo tutto

È gli diede un bacio sulla fronte

Toby: inoltre puzzi…vai a farti la doccia prima di mangiare

Sophia: non si dice ad una signora che puzza lo sai?

Toby: tu non mi fai entrare nel letto se sono sudato quindi mi vendico mia cara

Sophia gli fece una linguaccia

Sentirono dei vetri che si ruppero

Toby: wow oggi è proprio brutta come lite

Sophia: si ma poi perché si arrabbia?

Toby: suo padre Stephen la sta cercando di convincere a chiamare Erica a casa

Sophia: ah si quell’uomo secondo me esagera è tornato da quasi 4 mesi e vuole modificare la vita di tutti

Toby: lo so amore, ma che possiamo farci ringrazia il cielo che non ci abbiano cacciati

Sophia: penso che Georgia e Donna lo avrebbero ucciso se avesse fatto una cosa del genere

Sentirono altri rumori di oggetti che si rompevano

Toby: ti devo scortare al bagno?

Sophia: c’è la faccio ormai mi hai svegliato

Toby sorrise

Toby: vado ad impedire a Donna di fare una strage…per fortuna Jonathan e Daniel sono usciti presto

Sophia: si vai a salvare la vita a Stephen dai

Toby si avvicinò e la bacio sulla bocca

Toby: ti voglio pronta tra dieci minuti ok?

Sophia mimo il gesto dei militari per il saluto

Sophia: si signore!

È gli fece un occhiolino.

Toby uscì dalla camera e si ritrovo nel pieno della litigata con un piatto che lo sfiorò, si avvicinò e trovo Luke e Nicolas che guardavano la scena Stephen cercava di salire le scale, mentre Donna gli bloccava il passaggio lanciando tutto quello che aveva a portata

 

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Toby si avvicinò a Nicolas

Toby: come va oggi?

Nicolas: abbiamo finito i piatti dalla credenza

Toby: ieri ne erano rimasti solo due dopo tutto

Nicolas: si infatti penso che Donna voglia lanciare la credenza a questo punto

Toby sorrise

Toby: perché non si arrende?

Nicolas: dopo tutto è il padre di Donna…ora si capiscono tante cose non credi?

Toby: hai ragione

Nicolas: come è andata con Sophia oggi?

Toby: oggi c’è la fa a tornare a scuola

Nicolas: bene dai non hanno fatto molto la scorsa settimana con Carnevale

Toby: si infatti…andiamo a salvare la credenza tu che dici?

Nicolas: si credo di si

Si avvicinarono velocemente, Luke stava reggendo la credenza  mentre Donna era in piedi sulle scale

Donna: quante cose devo tirarti? Se tu osi chiamarla io le sparo!!!

Stephen fece un passo sulla scala

Stephen: come puoi ammazzare tua sorella?

Donna: io non ho sorella! È se le avessi perché non me ne hai parlato in questi 19 anni! Cazzo!!

Si avvicinò alla credenza

Luke: ti prego Donna questa è della non a non farlo

Donna: hai messo su del fisico, ma ricordati che ti posso fare male lo stesso…spostati! Ora!

Nicolas: dai Donna gli farai male

Donna: meglio così! Almeno se ne andrà via dalla mia casa!

Stephen la sentì

Stephen: non è la tua casa anche se ci hai affittato a gratis metà città qui!

Donna: scusami tanto visto che tra tu e mamma non so chi de due mi ha abbandonato prima!

Stephen: c’era amo per te sempre sei tu che ci hai rifiutato!

Donna: e a buon ragione guarda in che situazione del cavolo ci troviamo!

Stephen: quando imparerai a ragionare e rispettare chi ti ha dato sempre il pane allora potremo di nuovo parlare signorina!

Donna: ma smettila che solo con le mie forze sto crescendo una povera creatura che sarà per sempre traumatizzata per quello che è successo

Stephen: già la tua povera creatura che nascondi alla vista del nonno, che brava madre che sei!

Donna: ho imparato proprio bene da mio padre!

Toby si intromise

Toby: e fate basta ora!

Donna si girò furiosa contro Toby digrignava i denti, Stephen era tutto rosso in volto

Toby si sentì messo al l’angolo

Toby: non vi sembra di star esagerando, cioè Stephen io è Sophia ti dobbiamo molto per l’ospitalita e lo stesso anche Ryan e Andrew e Duncan, noi siamo pronti ad andarcene se creiamo dei problemi basta dirlo

Stephen: no voi non create nessun problema ma…

Toby: allora non vedo perché queste urla quest’odio

Donna: io non voglio quella ragazza qui dentro

Toby: è tua sorella gemella…è come se Sophia iniziasse ad odiare Jonathan cioè siete lo stesso sangue

Donna: quella ragazza mi ha fottuto il ragazzo il padre di mio figlio!

Toby: e tu l’hai fottuta doppiamente scoprendo quello che hai scoperto quindi credo siate pari

Donna: no finché lei non mi chiederà scusa

Toby: e scusa per farlo non dovrebbe…non lo so venire solo in città?

Donna si fermò un secondo a ragionare

Donna: voglio capire perché ora papà perché ora deve tornare!

Stephen fisso la figlia

Stephen: perché ti può servire ci può servire contro Jeremy e altri come lui

Toby: altri chi? Su questo sei stato sempre misterioso chi altri sono coinvolti?

Stephen: non è il momento…non lo è…Donna voglio una risposta entrò oggi ok? Oppure farò di testa mia!

È se ne andò

Donna si voltò verso Toby e lo sbatte contro il muro

Donna: sei il marito della mia migliore amica e sarai il testimone di nozze di mio marito…ma sappi se non fossi questo potresti fare una brutta fine

Toby la guardo terrorizzato

Donna sorrise e gli fece un occhiolino

È poi si girò

Donna: lasciate tutto così poi pulisco faremo tardi per scuola

Nicolas si avvicinò Toby

Nicolas: ho temuto per la tua vita

Toby: anche io

Donna rientro nella sua camera, subito dopo entrò Luke

Donna: cosa c’è cugino mi vuoi vedere nuda ora?

Luke: come se non ti fossi spogliata da me mai in questi anni

Donna: avanti fammi la predica

Luke: non te la faccio tesoro…ma dimmi una cosa…usi i farmaci di tua madre?

Donna lo guardo stupefatto

Donna: cosa?

Luke: quelli che hai usato per farti amica Sophia lo scorso anno

Donna: li ho buttati perché pensi che li usi?

Luke: perché mia madre ti ha visto prendere delle pillole ieri

Donna: sono le vitamine che mi hanno dato per la gravidanza…sembra strano ma anche ora che Daniel ha cinque mesi e si allatta bisogna essere forti

Luke: Donna non mi freghi e lo sai…dimmi perché li prendi? Lo vedi che effetto ti fanno

Donna: io io non…

Si fermò era vero era da un mese che aveva iniziato a prenderli di nascosto, ora che Daniel preferiva il latte artificiale al suo e iniziava con le prime pappe poteva permetterselo, era crollata subito dopo natale e non lo aveva detto a nessuno neanche a Jonathan che il suo crollo era dovuto principalmente allo stato di shock subito dal matrimonio, ma a lei era arrivato tardi rispetto a tutti.

Donna si sedette sul letto, Luke vicino a lei

Donna: sai perché ho scelto di non allattare più?

Luke: come non allatti più?

Donna: uso il latte artificiale…non ho più latte da Novembre ecco perché Daniel fino a Natale quando si è abituato a bere quello artificiale è stato male

Luke: o mio dio e Jonathan lo sa?

Donna: si certo compra le scorte latte di nascosto, anche tua madre lo sa e anche la mia…tutto dovuto allo stress che poi mi ha colpito…ha colpito me Donna la persona più forte qui dentro e mi ha spezzato

Luke: tutti qui siamo spezzati tesoro dal primo all’ultimo guarda Nicolas che non riesce a camminare benissimo o Duncan che non può alzare il braccio fino a sopra la spalla, Sophia è più volte in stato comatoso che altro io stesso piango la notte per tutto quello che è successo

Donna: lo so ma io sono Donna River io non posso crollare e spezzarmi

Luke le prese una mano

Luke: tu sei come tutti noi…siamo umani e ci spezziamo Donna…queste pillole per favore non usare più fai del male a te e poi a tutti quelli che ti sono accanto compreso Daniel o Jonathan

Donna: lo so…lo hai detto a qualcuno?

Luke: no tranquilla…ma per favore dammi quelle pillole tutte

Donna si alzò e rovisto nei suoi cassetti e prese le pillole che aveva nascosto tra la sua biancheria, erano tre barattoli, li diede a Luke

Donna: non credo di andare in crisi d’astinenza li prendo una volta ogni tanto…

Luke: lo so tesoro mio…ho preso anche il resto

Donna: che resto?

Luke: gli altri cinque barattoli che tenevi nel tuo cuscino e nella culla di Daniel

Donna rimase a bocca aperta

Luke sorrise

Luke: ti voglio bene tesoro…ti aspetto di sotto

Gli diede un bacio sulla fronte ed uscì, Donna rimase ferma per qualche minuto e poi pianse sul suo cuscino.

 

 

 

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Ryan scese dalla moto e posò il casco sul manubrio della moto, i ragazzi stavano lentamente arrivando, adorava sempre arrivare prima, ma quel giorno era li per fare quello che faceva da ormai tre mesi, controllare Lily, Toby si era preoccupato di come la ragazza stava reagendo alla scoperta del l’assassinio di Angel, nessuno sapeva cosa era accaduto e ancora ricordava quando Lily era corsa in ospedale a cercare il suo ragazzo e non lo aveva trovato, una settimana dopo il corpo venne ritrovato al confine della città fatto a pezzi, abbandonati li in sacchi dell’immondizia come se fosse spazzatura.

Ryan si avvicinò alla finestra del giornale, osservava se tutto fosse in ordine, Renee aveva trovato il modo di entrare nell’ufficio ma i progetti suoi e di Donna erano al sicuro.

Girò l’angolo e trovo Lily seduta sulle scale laterali dell’uscita d’emergenza come ogni giorno, Ryan si mise seduto accanto alla ragazza

Lily lo guardo facendo un debole sorriso

Lily: giorno

Ryan gli sorrise, tolse dalla sua tracolla un termos

Ryan: oggi te l’ho fatto decaffeinato ok?

Lily: hai imparato finalmente

Ryan: certo mica posso farti essere troppo attiva mi ammazzi tutti qui dentro

Lily lo guardo torvo, Ryan scherzava ma a Dicembre aveva avuto brutte giornate, e avevano coinvolto anche Amelia e Sophia.

Lily: sai niente di Sophia c’è la fa a venire oggi?

Ryan: credo di si, Toby oggi prova la tecnica del trascinarla con la forza

Lily: funziona sempre…

Lily abbasso lo sguardo

Lily: sai che oggi avremo fatto quindici mesi?

Ryan l’abbracciò

Ryan: lo so me lo hai detto ieri…mi dispiace veramente tanto Lily

Lily: lo so lo so…ci sto provando Ryan veramente…ma io non ce la faccio non c’è la faccio…dovevo fare qualcosa è tutta colpa mia…

Ryan la strinse a se

Ryan: ehi perché pensi che ci sia io qui con te è? Gli amici servono a questo e tu hai bisogno di qualcuno che ogni mattina ti portino il caffè, che ti stia vicino e che ti ricordi che lui ovunque sia in questo momento non vuole che stia così…Angel ti vuole forte…ti vuole viva e tu ci stai provando…ma ci riuscirai solo se accetterai che non è colpa tua ok?

Lily: sai alle volte immagino che lui sia davanti a me, che mi tocchi…lo sento presente…è da pazzi

Ryan: non lo è Lily…devi sapere che anche io ho perso una persona importante nella mia vita…è lo stesso Toby

Lily: tuo padre?

Ryan: si…non è morto ma se ne è andato io ero piccolino, mentre Toby ha assistito a tutto a lui che sbatteva la porta e se ne andava via nella notte

Lily: hai mai saputo perche se ne è andato?

Ryan: Toby lo sa…sa pure dove si trova, infatti è uno dei motivi di attrito che abbiamo avuto…non vuole dirmelo perché mi vuole proteggere

Lily: la mia famiglia non mi ama…la mia famiglia non gli importa più di me ormai lo sai questo?

Ryan: non dire stronzate Toby mi ha detto che hai perso tuo fratello e i tuoi nonni del crollo della Diga

Lily: mia madre e mio padre sono andati a Detroit…mi hanno lasciata sola poco dopo che hanno ritrovato il corpo di Angel

Ryan: perché non chiedi a Donna di venire ad abitare di nuovo a casa sua?

Lily: no non posso.,,non posso

Ryan: ho capito…glielo chiedo io è ti portò a casa sua questa sera

Lily: no ti prego no

Ryan sorrise

Ryan: non si discute!

Lily voleva ribattere, ma Ryan gli mise una mano sulla bocca e sorrise

Lily si tolse la mano del ragazzo e sorrise

Lily: grazie Ryan…veramente di tutto

È lo abbraccio

Ryan sorrise

 

 

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In quel momento arrivarono Alex, Eva e Zack, Ryan li fisso accigliato, Zack era cambiato molto dalla sparatoria era come sparito quel giorno e non nessuno ne conosceva il motivo, aveva evitato il matrimonio di Luke litigato con Leo era sempre da solo tranne quando c’erano Alex ed Eva intorno. Eva e Alex facevano coppia fissa pareva e Ryan questo lo feriva molto perché Eva era dolce ma Alex si era rivelato membro della faida, Ryan aveva avvertito Eva ma si era ritrovato una porta chiusa davanti, e questo significava solo una cosa…la fine.

Eva li osservava sorridendo

Eva: stai attenta Lily non farti ingannare da quello li

Ryan ingnorò la frecciatina.

Alex si accese una sigaretta e poi strinse in un abbraccio passionale Eva, la ragazza emise un gemito

Lily si staccò da Ryan

Ryan si alzò in piedi

Alex sorrise

Alex: ti diamo fastidio frocetto?

Ryan: no tranquillo spero che tu con quella lingua biforcuta non ti Strozzi

Alex sorrise ispirò dalla sigaretta

Alex: che bello che ti preoccupi per me

Si ritrovarono faccia a faccia

Ryan sorrise

Ryan: di nuovo qui…chissà come andrà a finire?

Zack si intromise, spingendo via Ryan

Zack: basta Ryan non siamo qui per lottare

Ryan: ah si? Perché sei il primo che se la da a gambe vero?

Zack: cosa stai dicendo?

Zack strinse il pugno

Ryan: devi rispondere a molte domande…è non sono Leo io per cui va bene una litigata

Zack: tu hai problemi

Ryan: forse li hai tu

Zack noto che il pugno tremava

Ryan: sei agitato?

Zack aprì il pugno

Zack: fanculo Ryan…andiamo Alex non c’è trippa per gatti qui

Eva: peccato Ryan eri così interessante

Ryan: almeno non sto con una persona complice di omicidio di 20 persone!

Eva lo guardo turbata

Alex scatto in avanti, ma prima di colpire Ryan si mise in mezzo Lily

Lily: ora basta

Ryan: lasciaci risolvere ancora una volta

Alex: ti fai difendere dalla tua ragazza ora?

Lily gli lancio uno schiaffo

Eva: ehi che fai?

Lily: te lo dico io che faccio…Eva sembra i diversa da tua sorella ma sei uguale a lei! Alex tutti ti hanno visto…chi c’era almeno

Guardo Zack, il ragazzo abbasso la testa

Alex: la stronzetta emo ha un buon gancio

Eva: lasciamolo stare andiamo…

Alex lanciò la sigaretta a terra e prese per mano Eva ed si allontanino

Zack: ciao Lily…e

Lily: non dire nulla Zack spero che non ti penti mai delle tue azioni passate…tutti ti volevano bene ma ora sei tu ad esserti allontanato…vai i tuoi amici ti stanno aspettando

Zack voleva contraddire, ma come? Aveva ucciso Angel uno dei suoi migliori amici, come poteva quella far tornare le cose normalmente? Aveva continuato ad uccidere barboni delle città vicine ne sentiva il bisogno ogni volta che si arrabbiava, era cambiato era un altra persona una senza coscienza ormai.

Zack si allontano

Ryan: vedi quella è la Lily che devi essere

Lily: tu dici?

Ryan: devi essere forte devi essere coraggiosa devi essere come pochi attimi fa..Lu Sophia Donna dovete essere così!

Ryan sorrise

Lily: perché sorridi?

Ryan: perché anche tu lo stai facendo ora…è non te lo vedo fare così da tanto tempo

Lily non si era resa conto di star sorridendo, non si era resa conto che dentro si se aveva forse capito una cosa importante doveva agire, non doveva stare ferma ad aspettare qualcosa, doveva essere pronta a tutto

Lily bacio Ryan

Il ragazzo rimase qualche secondo attaccato a lei, poi si staccò

Ryan: perché lo hai fatto?

Lily: perché lo sentivo…

Ryan sorrise

Ryan: sei dolce Lily lo sai?

Lily: lo so

I due si recarono nell’atrio della scuola ormai tutti stavano per arrivare

Lily: non stiamo insieme però lo sai questo?

Ryan: lo so Lily siamo amici lo capisco…specie con i miei trascorsi

Lily: esattamente…hai saputo nulla di David?

Ryan sospirò

Ryan: non lo sento da iniziò anno la ricerca ha avuto una svolta inaspettata

Lily: in che senso?

 

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In quel momento dalla scuola uscì David insieme ad un ragazzo moro con il ciuffo alzato e vestito con una camici e cravatta nera. David aveva una felpa rossa e un jeans blu

Ryan lo osservò stupito

David appena li vide si avventò su Ryan e lo abbraccio

David: ti stavo cercando ovunque!

Ryan: ma quando sei tornato?

David: ieri non ho chiamato ancora nessuno!

Lily: dove sei stato?

Il ragazzo si avvicinò, Ryan noto i profondi occhi verdi e un sorriso mozzafiato

Ragazzo: oh il ragazzo si è fatto un bel giretto

David: oh prima che mi dimentichi…questo è Walter

Ryan gli allungo la mal e Walter la strinse

Walter: tu sei il famoso Ryan vero?

Ryan: oddio non so se può essere un complimento essere famoso

Walter: decisamente no da quello che mi ha detto David

Ryan guardo David

David sorrise

David: sa tutto di me e te…è anche quello che hai fatto per me

Ryan: hai trovato?

David: oh molto meglio…ho trovato una pista che mi porta a Sophia

Lily: cosa?

Ryan: sei suo parente?

David: diamine no! Ma mio padre è in affari con la famiglia Anderson da molti anni. Con molti rami di quella famiglia…come sta?

Lily: molto male…

Lily abbasso la testa

David le prese una mano

David: come stai tu?

Lily: cercò di andare avanti…in qualche modo

David: lo spero

Walter: David io vado a iscrivemi ok?

David: si vuoi che ti accompagno?

Walter: no ci mancherebbe sei stato via per tre mesi avrai tanto da recuperare

Walter bacio David e poi il ragazzo uscì

Ryan guardava i due e sentiva dentro di se un altra ferita, ma questa era una vecchia ferita.

Lily: è il tuo ragazzo?

David: si…mi ha salvato la vita

Ryan: cosa intendi per salvato la vita?

David: ve ne parlerò ma ora ditemi tutto quello che è successo

 

 

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Walter vagava per i corridoi, il suo telefono squillo, vide il numero rispose

Walter: pronto cosa vuoi?

Franck: che bel bacio che vi siete scambiati davanti alla scuola

Walter: ripeto cosa vuoi?

Franck: sapere le tue intenzioni Walter

Walter: organizzare l’assassinio di tuo figlio non ti è bastato per movimentare le cose?

Franck: scusami tanto se ti sei innamorato della tua vittima

Walter: so quello che hai fatto a quella povera donna…so tutto

Franck: e cosa vuoi farci ragazzo? Se David scopre la verità su di te come pensi che ti tratterà eh?

Walter: non mi terrai al guinzaglio per molto lo sai?

Franck: oh si hai ragione non sei il solito sicario tu hai un cuore

Walter: di certo non sono il tuo sicario io

Franck: infatti sei quello della famiglia Anderson e lui sta per arrivare e ti vorrà parlare

Walter: e sarò felice di pianta gli un coltello in gola…David mi ha detto che cosa avete fatto…voi siete malati!

Franck: tu se non sbaglio non dovresti essere in una clinica psichiatrica? Come hai spiegato a David delle medicine o degli attacchi?

Walter: il mio rapporto con lui non si basa sulle bugie come il vostro

Franck: ma non sa tutto…è quando lo saprà come ti ho detto come reagirà?

Walter rimase in silenzio

Franck: ciao ciao Walter…buona giornata per pensare alle conseguenze di essere nella tana del lupo…con il capo che sta arrivando!

La telefonata si interruppe.

Walter lanciò il telefono a terra e lo calpesto, poi corse nel bagno

 

Zack aveva visto la scena e ascoltato buona parte della conversazione, osservava quel nuovo ragazzo dubbioso.

 

 

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Christopher era appoggiato alla macchina davanti a casa di Amelia e Leo, i due ragazzi erano in ritardo per la scuola. Per Christopher era passato tanto tempo, doveva era tornato al servizio del suo capo e ora doveva risolvere alcuni problemi famigliari.

Amelia uscì di casa aveva i capelli legati in una cosa e indossava un cappottino pesante, subito dopo uscì Leo chiuse la porta di casa e scese abbracciando Amelia, i due si fermarono improvvisamente vedendo Christopher.

Amelia: cosa ci fai tu qui?

Christopher sorrise e si avvicinò ai due

Christopher: ti vedo bene sorella e anche tu Leo

Leo: sei vivo allora pensavo che Jonathan ti avesse massacrato al matrimonio

Christopher: sai ho fatto delle cose…ucciso gente…portato avanti il mio lavoro tutte cose giuste voi come ve la siete cavata invece?

Leo: siamo sopravvissuti

Christopher fissava Amelia

Amelia era intimorita dallo sguardo del fratello

Amelia: cosa vuoi?

Christopher: parlare…con te

Amelia: non ho nulla da dire…sai quasi mi sono dovuta rifare il naso per quello che mi hai fatto

Christopher: hai scelto la squadra sbagliata tesoro mio…cosa pensaci che sarebbe successo?

Leo: che forse ti saresti ammazzato?

Christopher: Leo ma guardati hai una casa, hai una nuova mano hai una ragazza che da tradito la sua missione per te cosa ti manca dalla vita?

Leo: che missione

Amelia si mise davanti a Leo

Amelia: lascialo parlare ok?

Christopher rise

Christopher: quindi non sa tutta la storia? Che cosa dolce

Amelia: va bene parliamo

Leo: voglio sentire anche io

Amelia: no Leo vai avanti ci metterò poco a far star zitto questo stronzo

Christopher sorrise

Leo voleva insistere, ma capi l’antifona si allontano

Amelia: allora dimmi cosa vuoi?

Christopher: sorellina sei cambiata molto lo sai?

Amelia: potrei dire lo stesso di te

Christopher: io mi sono solo adattato alla missione

Amelia: uccidere incutere timore, uccidere nostra cugina? Questa era la missione?

Christopher: oh povera come se tu non avessi mai fatto una cosa simile

Amelia: infatti io non l’ho mai fatto…uccidere terrorizzare una città

Christopher: qui mi amano e adorano tutti

Amelia: perché non vedono che mostro sei nell’ombra fratellino

Christopher: e tu Amelia dove la nascondi la tua mostruosità?  Dove è la ragazza che ha dato fuoco alla sua vecchia scuola? Ti ha rammollito stare con Leo?

Amelia strinse il braccio del fratello

Amelia: non ti azzardare a dire una singola parola su Leo o su di me hai perso questo diritto quando mi hai ferito in quella maniera

Christopher: te le sei meritate sorella

Amelia: come Leo si è meritato quello che gli hai fatto? Ah Zack ti rendi conto di cosa hai fatto a Zack quel ragazzo aveva paura pure dell’acqua della doccia quali metodi hai utilizzato Cristo!

Christopher: ho utilizzato i tuoi metodi…è cavolo distruggono veramente una persona

Amelia: non hai idea di cosa hai fatto…io

Christopher: cosa sorella?

Amelia lo guardo negli occhi

Amelia: devo andare…questa cosa non finisce qui

Christopher: lo spero proprio…specie se Leo mi chiederà quale era la tua missione

Amelia: tu provati ad avvicinarti a Leo o a qualcuno dei miei amici…te la vedrai con me

Christopher: sono qui per risolvere le cose tra di noi…non per fare altri guai e sai io amo i tuoi amici

Christopher fece il sorriso diabolico Amelia, capi che non sarebbe finita bene.

Amelia: ci rivedremo fratello…è saremo solo io è te e i miei metodi

Christopher: prima devi prendermi no?

Amelia si girò e andò verso Leo che l’attendeva alla fine della strada, si voltò verso il fratello, doveva fermare Christopher doveva farlo, ma aveva bisogno d’aiuto.

 

 

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Christopher prese il telefono e chiamo il suo capo.

John: pronto Christopher sei arrivato?

Christopher: si sono arrivato…ho parlato con Amelia non è dei nostri

John: avrai problemi per la fase 2?

Christopher: mi conosci non mi faccio intimidire da una diciassettenne

John: lo spero ma quando c’entra il sangue non si sa mai

Christopher: i legami di sangue si possono intingere solo in un modo

John: speriamo che non dovremo mai vedere…vediamo ad altri urgenti affari…problemi con il pacco?

Christopher si reco nel portabagagli della sua auto lo aprì e rivelò Julien legato con delle funi e con una pallina in bocca, lo guardava con odio Christopher sorrise

Christopher: si il pacco sta bene…dove lo devo portare?

John: a casa di Jeremy stai li io arriverò nel giro di due settimane ho da fare alcune cose con mia figlia…ma tu hai da fare una cosa per me

Christopher: dimmi

John: hai sentito di quel ragazzo l’amico di Sophia trovato a pezzi

Christopher: si perché?

John: trovami il responsabile…lo voglio nella squadra

Christopher: a cosa ti serve un altro killer? Non ti bastò io?

John: ho piani ancora più grandi mio caro…tra due settimane ne parleremo appena avrò risolto questa situazione con Rose e Debra

Christopher: perché non mi hai mandato a cercare Rose e Debra mi sarei divertito

John: no sono un mio compito inoltre ti prendi tutto il divertimento

Christopher: ok…dimmi posso far del male a Jonathan?

John: ho detto di no…è tieni mi d’occhio Jeremy deve capire che sopravvivere a una coltellata è semplice ma se esagera di nuovo sai cosa fare

Christopher: certamente

John chiuse la chiamata

Christopher rimise il telefono in tasca, Julien iniziò a muoversi e diede un calcio a Christopher facendolo cadere a terra. Julien cercò di rialzarsi per fuggire, ma Christopher fu più rapido, gli diede un pugno allo stomaco, Christopher sorrideva

Christopher: no no mio caro non si fa così

Gli diede due pugni sulla faccia e prese due dita della mano e glielo ruppe

Julien cercò di urlare di dolore, ma la pallina che aveva in bocca gli bloccava ogni rumore

Christopher: ogni in subornazione provoca dolore…è noi due avremo molto tempo ancora insieme

Chiuse lo sportello e si mise alla guida verso casa di Jeremy, in fondo alla via vide la diga ormai quasi completa…sorrise quella era la sua casa ora.

 

 

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Georgia e Louis stavano camminando presso i corridoi del municipio, il consiglio comunale stava per iniziare, quel giorno per Georgia era molto importante perché avrebbero deciso i tagli da apportare all’amministrazione, e purtroppo molti li volevano dirigere sulla scuola e Georgia non poteva che ciò accadesse.

Louis: abbiamo il consenso di quasi tutti i consiglieri

Georgia: si ma mi preoccupa Jeremy come al solito non ha espresso un chiaro voto

Louis: forse si astiene

Georgia: ti tengo come mio capo dello staff devi scoprire queste cose Louis! Da quando sono in carica ti sei rammollito lo sai?

Louis: come scusa? Io ti ho fatto eleggere

Georgia: e hai solo 23 anni e non riesci a ottenere una maggioranza per i tagli…o per la nomina dello Scheriffo dopo la morte di Barrett

Il ragazzo si fermò, Georgia lo fisso

Georgia si mise le mani nei capelli

Georgia: ok scusami…oggi è una giornata no, Stephen litiga ancora con Donna e questa stupida riunione…Jeremy mi preoccupa e me la prendo con te che sei l’unico che mi sta vicino e mi sta aiutando

Louis sorrise

Louis: ho creduto in questo progetto da quando mi hai telefonato da Monaco e chiesto di candidato, da quando Jeremy ha fatto sparire mio fratello e non mi fermerò prima di aver una risposta d alti e prima dobbiamo metterlo nell’angolo politicamente

Georgia: non riusciamo ad accusarlo di quello che è successo a Novembre come potremo fargli confessare qualcosa o solo abbatterò politicamente Louis!

Louis: lo faremo…adesso andiamo che il consiglio sta per iniziare

Georgia: difficile che possa iniziare senza il Sindaco

I due si diressero verso la sala consigliare, il consiglio comunale di Venice era composto da 50 persone, Georgia con le elezioni aveva trenta persone dalla sua parte, ma per questa votazione la maggioranza era divisa, molti volevano che ci fossero tagli al l’istruzione rispetto alla sicurezza come Georgia puntava, non si prospettava una discussione pacifica.

Georgia entrò tutti i consiglieri erano già seduti, il Tavolo era circolare, e il sindaco stava nella parte con il piedistallo, davanti a lei sedeva Jeremy che stava scherzando con altri consiglieri della sua coalizione.

Georgia: bene signori siamo pronti per iniziare?

Tutti i consiglieri si girarono verso Georgia, Jeremy le sorrideva

Louis si mise seduto in un angolo insieme agli altri assistenti.

Georgia: siamo al dunque allora oggi si decide sui tagli, il governo della California ci impone di tagliare quasi tre milioni di dollari, non possiamo farlo per la ricostruzione visto che sono fondi pubblici che visto che la Diga e le case devono essere ancora ultimate…il punto è cosa tagliare il fondo per la sicurezza o quello del l’istruzione? La situazione è al livello d’oggi abbiamo un ufficio di polizia tra i più corrotti d’America la morte dello Sceriffo mentre cercava di stuprare una povera ragazza è ancora sulla bocca di tutti, poi la criminalità alta…

Jeremy l’interruppe

Jeremy: e non crede che questa sia colpa sua? In campagna elettorale aveva detto che i furti gli assassini sarebbero stati contrastati ma ancora non abbiamo uno Sceriffo di cosa ci dobbiamo preoccupare allora?

Georgia lo fisso

Georgia: certo signor consigliere ma come lei sa la sua opposizione a tutte le nomine ha nettamente diviso il consiglio

Jeremy: ma come è stato possibile? Lei ha una maggioranza di quasi il 70 percento! Sta dicendo che forse non è capace di governare?

Georgia: come si permette?

Jeremy sorrise

Louis capi che Jeremy si stava divertendo…le cose si stavano mettendo male

Jeremy: lei vuole tagliare l’unico fondo che invece serve essere incrementato?

Georgia: in un bilancio bisogna tagliare quello fallimentare

Jeremy: ma qui non siamo in un azienda…siamo in una città che non riesce a riprendersi dal un trauma e per colpa sua signora Sindaco!

Georgia voleva rispondere ma non sapeva cosa fare

Jeremy: tagliamo l’istruzione a quanto so ci sono professori che non sanno cosa fare, materie inutili, i risultati è vero ci sono a quando so dei ragazzi sono stati presi nei migliori college…tagliare il loro budget di qualche dollaro non provocherà una crisi

Georgia: stiamo parlando di tagliare il posto di tre insegnati e 4 corsi ci rendiamo conto? Cosa insegneremo ai nostri figli…questa responsabilità va solo a chi voterà contro la mia proposta!

La sala ammutolì

Louis capi che la vittoria non era per niente scontata, se Georgia non reagiva avrebbe perso

Jeremy: ci dia altre soluzioni…spendiamo troppo concordò…ma non puoi tagliare l’unico fondo che ha bisogno Georgia diamine cosa ti dice la testa

Georgia si stava arrabbiando, si mise seduta

Georgia: bene votiamo…ORA!

Urlo tutti i presenti la guardarono stupiti

Jeremy sorrise

Louis capi che non avrebbe ottenuto nulla…abbasso la testa, il problema era Jeremy e doveva essere risolto e lui sapeva un modo per farlo.

Si alzò ed uscì dalla sala mentre iniziavano le votazioni, prese il telefono e chiamo Zack

 

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Zack rispose al secondo squillo

Louis: come sta il mio assassino?

Zack: cosa vuoi? Lo sai che sono a scuola?

Louis: sisi me ne fregò…mi servono i tuoi servizi

Zack: avevamo detto che non ti sarebbero più serviti!

Louis: Zack Zack in politica si mente come si beve un bicchiere di vino…quindi…devo chiamare non lo so Lily?

Zack: no…dimmi cosa devo fare

Louis sorrise

Louis: uccidere Jeremy Anderson

Zack: che cosa??

Louis: si hai capito bene…uccidere quel figlio di puttana

Zack: ok…ho un grosso conto in sospeso con lui e la sua famiglia

Louis: bene bene fammi tornare dentro…usa tutto il tempo che ti serve questa volta e per piacere i sacchetti con la carne buttali nella diga con un peso non voglio che siano ritrovati

È chiuse la chiamata, in quel momento le porte del consiglio si aprirono ed uscì Georgia furiosa

Louis: cosa è successo?

Georgia: abbiamo perso

Louis rimase a bocca aperta, poco dopo uscì Jeremy sorridendo, una mano sul fianco tutti sapevano che aveva ricevuto una coltellata a novembre ma il responsabile non era mai uscito fuori

Jeremy: consola la mammina…immagino che si starà leccando le ferite…ma il leone è pronto a combattere ora

Louis lo fisso, Jeremy  era pronto a combattere? Bene perché la guerra sarebbe stata breve!

 

 

ATLANTIC CITY

 

 

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Debra e Rose entrarono nel casino di Atlantic City, Debra vestiva un vestiva con un abito blu e uno scialle bianco che le copriva le spalle, i capelli erano lunghi e legati in una treccia che ricadeva sul seno, Rose vestiva di rosso con i capelli castani cotonati, si guardarono con segno d’intesa e si separarono, Debra si reco nella zona delle slot macchine mentre Rose si reco nei tavoli da poker, erano a caccia, caccia di John.

In quei due mesi da quando Debra si era recata alla porta di casa di Rose, per cercare di trovare John e liberare Julien dalla grinfie del padre. La ricerca le aveva portare ad Atlantic City dove il padre pare che alloggiasse in quel momento, si spostava troppo velocemente e ora erano certe di trovarlo.

Le due comunicavano attraverso delle auricolari, ma bastò poco che Rose se lo trovo davanti stava giocando al tavolo centrale della sala.

Rose: è qui

Debra: arrivò non fare nulla

John si girò e la vide, gli sorrise

Rose: mi ha visto

Debra: cazzo…spostati

Rose obbedì

John si alzò, Rose cercò di uscire dalla stanza, ma due guardie della sicurezza gli si piazzarono davanti

Rose: sto cercando il bagno potete lasciami passare?

I due non si muovevano

Rose: devo dirlo più forte?

Le due guardie sembravano non capire una parola, Debra apparve da dietro aveva in mano una spranga, colpi una guardia che cadde a terra

Rose approfitto della confusione e uscì , Debra e Rose si trovarono con altre guardie che le circondarono.

Debra: ecco siamo cadute in una sua trappola

Rose: dici?

In quel momento sentirono qualcuno applaudire, e comparve loro John che sorrideva

John: sapete entrare in un casino di mattina vi avrebbe dovuto far sospettare qualcosa…ma Debra non sei mai stato un genio vero? Ma ti devo ringraziare finalmente ho di nuovo la possibilità di vedere mia figlia…Rose sei stupenda

Rose: tu dici? Per me non è affatto un piacere…anzi

John: quanto odio per me…un povero uomo che vi ha dato tutto!

Debra: hai rovinato le nostre vite!

John: no Debra la tua te la sei rovinata da sola…con la tua indecisione…diamine sei peggio di Elena in The Vampire Diaries

Debra: cosa?

John: scusa essere il capo porta degli svaghi telefilmici…ma adesso anche voi avrete più tempo…siete mie!

Debra sorrise

Rose: tu credi?

John: sei in un casino dove anche il pensionato che sta alle slot macchine è un mio uomo…cosa diavolo pensate sia possibile uscire da questa situazione

Debra fece un passo in avanti

Debra: dove credi che abbia preso la spranga mio caro signore del male?

John: mi ferisci per queste crude parole Debra…lo sai se non ti fossi scolata i miei cugini saresti stata una buona madre per Rose e Julien

Rose: come osi dire una cosa simile! Tu hai ucciso mia madre!

John sorrise

John: o quante cose non sai di me Rose, e quante cose ha inventato tua nonna

Rose guardo Debra, la donna fece un cenno

Rose: e quante cose non sai su di me?

Rose si inginocchiò

John: oh tesoro così è troppo

Debra: per cosa scusa?

Rose prese una pistola che aveva legato al polpaccio ed era coperta dal vestito, si alzò e iniziò a sparare alle guardie

Debra si scagliò contro una di esse e l’atterro con un calcio

John non se lo aspettava, fece un passo all’indietro

John: cosa avete fatto vi siete allenate?

Rose uccise due guardie e punto la pistola contro John, le guardie attorno ionizzarono la tirare fuori le armi, Debra prese la sua pistola e la punto contro John

Rose soffio i capelli rivelando uno sguardo glaciale

Rose: cosa ti faceva credere che non avessimo tutto in pugno mio caro?

John: ci avevo sperato sai?

Debra leggeva preoccupazione della faccia di John

Debra: dove si trova Julien?

John: perché lo volete?

Rose: per sparire per sempre

John guardo Debra

John: no tu Debra perché lo vuoi?

Debra non sapeva cosa rispondere, la sua vendetta voleva Jeremy morto, ma anche John era responsabile della morte di Jared

Debra: perché Jared si fidava di Julien lo voleva accogliere a casa nostra per proteggerla da te

John: non mentire a te stessa…Rose lo sai cosa vuole questa donna da te? Lo sai cosa vuole?

Rose non capi dove il padre voleva arrivare

Debra: lo sa benissimo

John: oh invece no guarda la sua faccia

Rose era confusa, Debra si avvicinò alla ragazza

Rose: Debra cosa sta dicendo?

Debra: non ascoltalo

John: scommetto che si è presentata a te con una promessa…ma sei sicuro che la manterrà?

Rose non si era mai fidata di Debra ma negli ultimi giorni aveva iniziato a vederla più da vicino, cosa poteva nascondere la donna ora

Debra: bastardo

John: io so tutto Debra

Debra sparo alla spalla dell’uomo

Le guardie iniziarono a sparare, Debra si abbassò e trascino con se Rose lontano da quel fuoco incrociato

Debra: fuggiamo ora!

Rose non riusciva a capire più nulla iniziò a scappare con Debra, si voltò una volta e vide suo padre rialzarsi con una mano sulla spalla, era furioso, ricordava quel viso. Il viso che lei aveva nei suoi incubi.

Le due fuggirono inseguire dalle guardie.

 

VENICE

 

 

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Lily uscì fuori era alla fine della quinta ora ormai stava per suonare la Campanella per il pranzo.

I bidello l’avevano chiamata perché c’era una persona che voleva parlare con lei, e Lily sapeva benissimo chi era, erano passati diversi mesi ma lo sapeva benissimo. Si reco nel corridoio, e la vide li davanti al l’armadietto di Angel, sua madre Anna.

Lily si avvicinò lentamente a testa bassa, la donna stava togliendo i libri dal l’armadietto, in quei mesi non era mai riuscito nessuno ad aprire quel l’armadietto, Lily aveva visto la madre di Angel per la prima volta al funerale, erano distrutte, sedettero vicine per tutta la durata dell’evento senza scambiarsi una parola.

Lily fu vicino ad Anna, ma la donna non la guardava

La donna osservò un compito di Angel dove aveva preso un “A” era datato due giorni prima della sua morte.

Anna: non me lo ha mai fatto vedere…me lo aveva detto in ospedale ma non è mai riuscito a farmelo avere…

Lily: gl l’avevo comprato il vestito del matrimonio per quel voto sai?

Anna guardo Lily aveva gli occhi lucidi

Anna: Lily…io

Lily: non dica nulla…lo so

Lily prese un libro che aveva prestato ad Angel per la lettura, era “Cloud Atlas” non lo aveva neanche iniziato

Lily sorrise

Lily: questo era mio volevo che lo leggesse per vedere il film insieme, ma alla fine non lo ha iniziato neanche

Anna: invece si…me ne ha fatto comprare uno quest’estate

Lily: ma come io glielo ho dato a settembre

Anna sorrise

Anna: non te lo ha mai voluto dire…amava sentirsi al centro dell’attenzione

Lily strinse il libro attorno a se

Anna: ho delle tue cose a casa…

Lily: ah si tipo?

Anna: foto di voi due…ha la camera piena ricordi?

Lily: si lo ricordo teneva sempre tutto…posso chiedere perché mi ha fatto venire qui?

Anna: perché voglio sapere una cosa da te…tu sai chi è stato?

Lily la guardo in faccia, era seria Anna aveva i capelli biondi e uno sguardo glaciale

Lily: no assolutamente no

Anna: e lo sto stai cercando?

Lily si sentì come accusata di qualcosa

Lily: io…no…

Anna abbassò lo sguardo e continuo a cercare altri libri dal l’armadietto

Lily: non l’ho fatto perché ne sono distrutta!

Anna: ed io? Seppellire l’unico figlio non è una cosa semplice…poi in quel modo…

Lily: lo amavo…lo amavo più della mia vita volevo andare anche io con lui ma mi ha fatto rimanere perché era più importante così

Anna: lo so…lo so so tutto Lily…ma tu è i tuoi amici avete fatto tanto perché non riuscite a trovare quel mostro?

Lily: lo so…faremo di tutto da questo momento

Anna: e come? Ti vedono come la pazza del villaggio

Lily guardo come sapeva quelle cose?

Lily: come??

Anna: ti ho osservata a lungo Lily…so cosa stai passando per quando mi riguarda tu ed io siamo le uniche sanno cosa significa perdere qualcuno di vicino…dobbiamo uni cric per scovare quel mostro…insieme alle tue amiche è l’unico modo Lily

Lily: si lo so lo farò!

Anna sorrise

Anna: ne sono felice

Chiuse l’armadietto aveva lasciato alcune cose

Anna: il resto è tuo cara…è passa a cena da me venerdì ok?

Lily: cosa? Io non credo sia il caso

Anna: è un ordine tesoro

L’abbracciò e si allontano con lo scatolone in mano

Lily aprì l’armadietto e trovo una foto di lei e Angel abbracciati Lily la strinse a se è pianse

Anna girò l’angolo e trovo Sophia che guardava la scena

 

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Anna: grazie Sophia

Sophia le sorrise

Sophia: grazie a lei di esser venuta…so che è stato molto difficile per lei

Anna: come lo è per te e per Lily

Le due guardarono la ragazza

Sophia: andava fatto…

Anna: sei una buona amica Sophia

Sophia abbasso la testa

Sophia: lo sono? Vago per questa scuola aspettando di veder mio padre, Angel sorridente che mi cercava per qualche stupida serie tv…cosa ho da fare io qui ancora?

Anna: lottare..come ho detto a Lily dovete lottare per vendicare la morte di tutte quelle persone…di quella gente…dovete farlo per voi e per loro

Sophia: mia madre aveva ragione a parlare bene di te Anna

Anna: a proposito come sta?

Sophia: in missione…non dirlo a nessuno ma io so dove si trova e cosa sta facendo tutti devono sapere che è scomparsa…ancora per qualche tempo

Anna: capisco…se serve una mano sai dove chiamarmi Sophia

Sophia: certamente Anna

Anna si allontano, Sophia stava per tornare alla Redazione del Venice Globe li si nascondeva da Toby che la stava cercando, si trovo davanti a se Jonathan che la guardava preoccupato

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Sophia: non iniziare anche tu ti prego…

Jonathan: non iniziò Sophia…ma facciamo Spagnolo insieme e Toby mi ha chiesto di vedere dove sei…è ti ho trovato finalmente

Sophia: farò la brava se non dici a papà che sono fuggita

Jonathan: si preoccupa per te Sophia

Sophia: non deve ch isi preoccupa per me muore

Jonathan vide quanto la sorella era seria

Jonathan: ed io? Sono vivo

Sophia: ti sento urlare la notte lo sai?

Jonathan: non è vero è Daniel

Sophia: si certo e poi Donna come farà a dormire non lo so

Jonathan sapeva come, ma non lo disse alla sorella, nessuno doveva sapere che lui sapeva.

Sophia: allora cosa vuoi fare?

Jonathan: voglio che reagisci sorella…devi farlo come lo stiamo facendo tutti

Sophia: perché tutti pensano che io non reagisca? Dimmelo!

Jonathan: perché non lo stai facendo!

Sophia aveva lo sguardo pieno di rabbia, verso tutti

Jonathan: usala

Sophia: cosa?

Jonathan: usa questa rabbia…si Sophia la rabbiosa e non Sophia la triste…fallo vedere a Toby fallo vedere che hai trovato un modo per battere la sofferenza fallo!

Jonathan le mise le mani sulle spalle

Jonathan: fallo per nostro padre e per Angel! Reagisci!

Sophia guardo negli occhi il fratello

Sophia: lo farò…lo farò ora!

Prese il cellulare e mandò 4 sms

Jonathan: cosa fai?

Sophia: preparo il mio piano…è ora lasciami lavorare di a Toby che non voglio mangiare con lui oggi…ho altre cose da fare

Entrò dentro la redazione del giornale e chiuse la porta a chiave

Jonathan sorrise

Prese il telefono e mandò un sms a Toby

È fatta”

Jonathan si allontano e pochi secondi dopo suono la Campanella per il pranzo.

 

 

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Christopher vagava per i corridoi deserti della scuola, tutti erano a pranzo ma lui cercava altro, lui cercava un suo simile, uno che non amava più stare in mezzo alla gente, a lui importava di più stare tra i suoi oscuri pensieri…sapeva che era un ragazzo nessuno avrebbe mai avuto potuto uccidere quel ragazzo, Christopher sapeva che era un pezzo inutile nella scacchiera del gruppo, ucciderlo seguendo quale logica? Quale motivo poteva aver portato a quella decisione?

Passo davanti all’aula di astronomia trovo la porta aperta, Christopher osservò all’interno e vi trovo Zack che stava facendo i compiti sulla cattedra del docente, Christopher lo osservò, sorrise, la caccia aveva fine, conosceva già il colpevole e forse sperava che fosse proprio lui.

Busso

 

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Zack alzò la testa e guardo Christopher entrare nell’ala e chiudere la porta, Zack prese le forbici e le nascose nella manica, doveva avere un arma, Christopher era pericoloso e lo sapeva troppo bene.

Christopher: che sorpresa trovarti a fare i compiti qui

Zack: cosa stai cercando?

Christopher si avvicinò alla lavagna e prese il gesso e iniziò a scrivere facendo rumore, Zack si irrigidì

Christopher: te lo avevo detto…quando mi parli devi portare rispetto..lo sai

Continuo a scrivere, il rumore era assordate, Zack. Lo odiava era stata la tortura più dura che aveva provato con Christopher.

Zack: ti prego basta…scusami Christopher non volevo mancare di rispetto

Christopher sorrise

Christopher: ne sono felice

Smise di scrivere

Zack non riusciva a leggere cosa avesse scritto l’uomo da quel posto cercò di alzarsi, ma Christopher si mise davanti a Zack

Christopher: c’è tempo per leggere, ora guardami negli occhi

Zack obbedì, Christopher sorrise, il ragazzo era sotto il suo potere.

Christopher: allora cosa si dice a Venice in questi mesi che sono mancato?

Zack: niente si è stati più sicuri

Christopher: oh si immagino…ma dimmi hai letto del povero Angel? Chissà chi sarà stato per fortuna tu eri al matrimonio…no aspetta non ti ho visto altrimenti avresti almeno una mano finta

Zack: non ho assistito al massacro…non me la sono sentita sai Sophia ed io eravamo..

Christopher: si si come dici dei tuoi romanticismi alla Dowson Creek non mi frega un tubo

Zack lo fisso Christopher era tremendamente calmo.

Christopher: dimmi cosa hai provato quando lo hai fatto

Zack: cosa?

Christopher: fare a pezzi Angel che cosa sennò

Zack: io non sono stato cosa te…

Christopher gli mise una mano sulla bocca

Christopher: due cose me lo fanno dire…hai preso in mano il paio di forbici che nascondevi  secondo stai sudando nascondi qualcosa e quel qualcosa è quello solo che uno simile a te può capire, il sapore del sangue, il sapore della vita che sta abbandonando il corpo della tua vittima quel l’eccitazione successiva e poi i sensi di colpa che hai…fidati anche io li ho avuti ai primi omicidi…vedendo la cronaca locale dovrei dire che tu sei a quota sei no? Ancora la sentì vero?

Zack aprì la bocca, era vero aveva descritto tutte le sensazioni che provava tutti i momenti  in cui si sentiva appagato, sentiva tutto sentiva tutto ciò che gli aveva detto Christopher

Christopher: adesso che sappiamo entrambi che sei tu…voglio che tu venga a lavorare per me…oltre a quelle sensazione potrai avere tutti i soldi che ti servono

Zack: io non lavorerò mai per te non dopo quello che mi hai fatto

Christopher: ma ti ho liberato io per mostrare quello che sei…Zack tu mi devi questo!

Zack: lavoro già per una persona

Christopher: uccidila

Zack: io non sono come te…cosa vai a pensare!

Christopher sorrise

Christopher: chi è dimmelo

Christopher si chinò e gli tocco il polso, Zack iniziò a tremare

Christopher si avvicinò alla faccia di Zack erano vicinissimi

Zack non riusciva a guardarlo, non ce la faceva Christopher aveva un controllo spaventoso su di lui, stava cedendo e lui lo sapeva

Christopher: dimmi chi è…dimmelo

Zack: Louis…è lui….mi ha visto che ho ucciso un barbone, il giorno dopo che ho ucciso Hans.

Christopher fu sorpreso di ciò, lui aveva ucciso il suo amico, Christopher strinse il polso di Zack, il ragazzo iniziò a sudare

Christopher: hai ucciso una persona a me cara…questa cosa non passerà inosservata…ma potrebbe se tu ceda e mi dica che ci stai…allora Zack cosa fai?

Zack: ci sto…lavorerò con te…cosa devo fare?

Christopher: dirmi cosa ti ha chiesto Louis di fare per prima cosa

Zack: vuole che uccida Jeremy…ho diverso tempo per farlo

Christopher: ti da i tempi? Che squallido quel ragazzo…veramente squallido…ma approfitta e per organizzare il suo assassinio…vai a questo indirizzò questa sera di che ti ho mandato io così conoscersi Jeremy e tutti i nostri piani per te.

Lasciò il foglio con indirizzò sulla mano di Zack, il ragazzo si bloccò come in stato di shock, per qualche istante. Passarono qualche minuto e Zack si sblocco prese i l foglietto e visto hde stavano per ricominciare le lezioni stava per recarsi nella nuova aula, si alzò e guardo la lavagna rimase a fissarla per qualche secondo, la scritta diceva

 

Tu sei un Killer…e sei Mio!”


Zack cancello la scritta ma era vero, Christopher lo aveva creato, Christopher lo aveva plasmato, ed era suo era il suo padrone. Uscendo dall’aula incrocio Leo, i due no. Parlavano più Leo sospettava qualcosa, come tutti dal resto.

 

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Zack si avvicinò al ragazzo

Zack: ehi

Leo: ehi…cosa hai fatto non ti ho visto a pranzo

Zack: ho studiato

Leo: capisco…ti vedo strano

Zack: lascia stare…

Leo: si Zack meglio lasciare stare tutto vero?

Zack: non intendevo questo

Leo: ah no? Mi pare di si visto come sei sparito quando è morto Angel e non dirmi che te ne sei andato per colpa di Sophia perché non posso reggerò lo sai! Dimmi dove sei stato e cosa hai fatto quel giorno Zack

Zack: cosa ti importa tu come tutti mi avete dimenticato…ora hai Amelia!

Leo: tu ti sei voluto far dimenticare…tu lo hai fatto!!

Leo era calmo, Zack non riusciva più ad esserlo, non ce la poteva fare, iniziò ad allontanarsi

Leo: si fuggì Zack…fuggì anche questa volta la verità arriverà!

Zack muoveva la testa,no l verità non poteva arrivare non poteva.

In quel momento si scontro con Sophia che aveva qualche libro che cadde a terrai due non parlavano da mesi

 

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Zack: oh scusa…

Sophia gli sorrise e si chinò a raccogliere i libri

Sophia: allora parli eh?

Zack: scusa ero soprappensiero

Sophia: come lo sei stato negli ultimi 5 mesi? Immagino

Zack noto l’acidita di Sophia non era da lei

Zack: anche tu mi odi?

Sophia: ho pensieri più grandi dell’odiarti…tipo trovare l’assassino di Angel e fargliela pagare amaramente

Si rialzo e si allontano, Zack era a bocca aperta, Sophia lo cercava Sophia l’unica persona che amava lo voleva morto.

 

 

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Amanda stava lavando i piatti, aveva pranzato da sola, Daniel riposava gli badava lei mentre Jonathan e Donna erano a scuola, strano quel giorno non aveva chiamato Donna per sapere se Daniel aveva mangiato, forse finalmente si stava iniziando a fidare di lei.

Sentì un rumore nello studio, posò il piatto e si avvicinò al frigorifero, lo aprì e vicino al latte di Daniel afferro una pistola calibro 9, e furtivamente si avvicinò allo studio dove proveniva il rumore.

Amanda trovo la porta dello studio aperto, chi poteva essere a quel l’ora? Stephen era uscito poco dopo i ragazzi, Georgia l’aveva sentita uscire di mattina presto, forse era tornata per qualche documento ma perché non andare a salutala come faceva?

Aprì lentamente la porta e trovo un uomo di spalle che rivistava tra i documenti dello studio . Amanda miro alle gambe, sparo un colpo, l’uomo cadde a terra, si girò era un ragazzo moro con alcuni tatuaggi sulle braccia,  non lo aveva mai visto in giro per casa. Amanda gli punto la faccia in direzione della faccia

 

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Amanda: piacere…con chi ho il piacere di parlare?

Il ragazzo urlava di dolore

Amanda: non pensavo che potessi  urlare così tanto

Gli pesto la gamba ferita, il ragazzo urlo ancora di più

Amanda: allora vogliamo parlarne?

Ragazzo: stronza lasciami la gamba!

Amanda schiaccio ancora di più

Amanda: oh sei capitato nel luogo sbagliato, e con la persona sbagliata….posso amputar ti la gamba quindi…parlami dimmi il tuo nome e cosa cerchi nell’ufficio di Jared Anderson…ora!

Amanda sapeva che quello studio era di Stephen da quando era tornato a casa e non voleva farlo capire allo sconosciuto

Ragazzo: mi chiamo Adam…ma non conosco nessun Jared cazzo pure la casa sbagliata! Dio santo vuoi lasciami la gamba?

Amanda si chinò

Amanda: no caro ne parleremo io è te…in privato

Colpi con la pistola la testa del ragazzo che svenne

Amanda aveva capito che per indagare in quella città bisognava usare le maniere forti…perché nessuno si sarebbe fermato a parlare.

Prese le gambe del ragazzo e iniziò a trascinarlo verso la cantina. Poi tornò a pulire il sangue e riordinare l’ufficio di Stephen…nessuno avrebbe dovuto saperlo, se ne sarebbe occupata lei come Debra gli aveva detto.

 

 

 

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Amelia fu stupita di ricevere quel messaggio di Sophia, e fu ancora più stupita quando trovo dentro la redazione del Venice Globe oltre Sophia anche Donna e Lily.

Donna era seduta ad un computer, mentre Lily guardava fuori dalla finestra, Sophia stava usando il cellulare.

Amelia: ehi spero di non essere in ritardo

Sophia alzò lo sguardo fuori dallo schermo

Sophia: no aspettavamo te

Donna: pare che ci sia stata una sparatoria in un casino…chissà chi è stato

Donna guardo Sophia

Sophia sorrise, lei sapeva tutto sua madre si era messa in salvo e stava mandando un sms proprio a lei ora.

Sophia: non lo so comunque

Posò il cellulare

Sophia: siamo tutte…Lily vieni?

Lily si spostò dalla finestra, staa sorridendo, Amelia ne fu colpita

Amelia: wow non ti vedo sorridere da mesi quasi

Lily: tutto merito di una persona

Amelia: chi?

Donna: sei rimasta indietro Amelia la nostra Lily ha provato l’ebrezza di Ryan

Amelia aprì la bocca stupita

Sophia: wow Lily siamo proprio sorelle chissà se future cognate!

Lily: non esageriamo ho avuto solo un bacio…poi sono stata io a volerlo lui l’ho quasi stuprato

Donna: a buon ragione visto che Figo che è

Sophia: ehi tu sei la fidanzata di mio fratello!

Donna rideva, si avvicinò a Sophia

Donna: su dai tu hai avuto anche Zack lasciami fantasticare

Amelia: ok ragazze vedo che state ridendo e scherzando la cosa mi spaventa…cosa sta succedendo?

Donna: ci stiamo riprendendo

Sophia: si esatto Amelia stiamo per ricominciare la guerra

Lily: tutte insieme

Amelia era felice di sentire questa cosa, vedeva una Sophia più dura, mentre negli occhi di Lily e Donna leggeva ancora qualcosa di oscuro, ma le loro parole erano chiare e sicure.

Amelia: da dove volete cominciare?

Donna: da tuo fratello

Amelia: cosa?

Sophia: l’ho visto che gira per la scuola

Lily: e sappiamo che non è una buona cosa

Amelia: oggi stava davanti casa mia…mi cercava

Donna: per cosa?

Amelia: voleva farmi scegliere…lui o voi

Sophia la guardo

Sophia: e tu cosa hai scelto?

Amelia sorrise

Amelia: voi

Sophia sorrise

Donna: non mi aspettava nessuna risposta in altro senso

Sophia: io si

Posò il cellulare e tiro fuori dalla maglietta una piccola pistola l’appoggio sulla scrivania

Lily fu sorpresa

Lily: cosa cazzo ci fai con una pistola?

Donna l’esamino

Donna: tra l’altro quella è la mia

Amelia era sconcertata

Amelia: volevi uccidermi?

Sophia: si…ragazze dobbiamo fare un piano e un patto insieme

Amelia era spaventata

Donna: cosa intendi?

Sophia: dobbiamo essere unite…tutte noi è ora dobbiamo agire all’insaputa dei nostri ragazzi loro per ora non devono sapere nulla

Amelia: cosa hai in mente Sophia?

Sophia: agire…così

Le quattro ascoltarono il piano, all’esterno Toby, Jonathan, Leo e Ryan attendevano

 

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Jonathan: secondo te è un bene che stiano li dentro?

Toby: secondo me si gli fa bene parlare

Ryan: sai perché Sophia ha chiesto questa riunione?

Toby scosse la testa

Leo: Amelia era ancora spaventata da questa mattina

Jonathan: cosa è successo?

Leo: Christopher ci ha fatto visita

Ryan: state bene?

Jonathan: aveva che segno penso che uso ne costola glielo ho rotta

Toby: Jonathan avevi tu le costole rotte

Jonathan: si ma dai dovete essere dalla mia parte

Leo sorrise

Leo: mi fa piacere che scherziamo su questo…perché non sapete come è stato non sapete cosa fa…ma è meglio non saperlo mai

Toby: ci credo

In quel momento aprì la porta ed uscì Amelia in lacrime

Leo: cosa succede

Amelia: lasciami in pace…lasciatemi stare!

E si allontano

Uscì Lily, Donna e Sophia

Toby: cosa è successo ad Amelia?

Sophia: non era degna

Lily e Donna si guardarono quasi spaventata dalle parole di Sophia, Ryan capi che qualcosa non andava…fissava Sophia i suoi occhi rivelavano altro.

 

 

 

 

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La mattinata stava peggiorando, dopo le liti con Donna ora era giunta una novità improvvisa, un riunione dei professori , in piena giornata scolastica, era successo qualcosa di motlo grave, ma il problema maggiore sicuramente era dovuto a come Renee avrebbe trovato una soluzione. I rapporti tra lui e lei erano sempre carichi di tensione, Nicolas pur essendo un collaboratore scolastico stava avendo sempre un maggior peso nei professori contrai alla gestione di Renee.

Tutti i professori erano presenti e Renee con la solita aria da padrona del mondo si accingeva ad iniziare il suo discorso.

Renee: vi ringrazio per essere venuti tutti. Ho delle importanti comunicazioni da fare che interesseranno in particolare qualcuno di voi.

Nicolas: smettila con tutte queste parole e vai dritta al sodo. Non abbiamo tempo da perdere con te.

Renee: come stavo per dirvi prima che il vostro maleducato collega mi interrompesse ho delle grandi novità. Come sapete,Venice  è stata vittima di un grandissimo allagamento che ha portato alla distruzione di molti edifici,tra cui la nostra scuola ed  una serie di atti criminosi ha messo in discussione la sicurezza della nostra città…

Nicolas:chissà di chi è la colpa

Renee: ..per questo il fondo comunale per listruzione, la notizie è di poche ore fa purtroppo non ha più i soldi necessari per finire gli ultimi lavori di ristrutturazione e per  conservare 4 corsi e tre nostri docenti part-time. Inoltre tutti i laboratori extra-curriculari, compreso alla redazione del Venice Globe da questo momento  in poi dovrananno trovare il modo di auto-finanziarsi o verranno chiusi. E in fine volevo ringraziare il Sig.Rupert del lavoro svolto per i nostri ragazzi,ma da questo momento i suoi servigi non sono più necessari.

Nicolas: cosa vuol dire che non sono più necessari?

Renee: vuol dire che da questo momento lavorerà Part-time  come ho già detto poco fasu esplicita richiesta della scuola e cioè su mia richiesta.

Nicolas sente che la bomba sta per essere innescata ma non riesce a controllarsi dal scaraventare addosso a Renee tutto la rabbia che ha dentro. Daltronde aveva cercato di rovinare la vita di tutti. Come poteva stare ancora zitto???

Nicolas: Brutta stronza sapevo che avevi in mente qualcosa. Avevo intuito che dal giorno del mio matrimonio con Luke ribolliva qualcosa in pentola e finalmente ti sei rivelata per la vipera che sei.

Renee: Come osi parlarmi in questo modo??ti ricordo che sono pur sempre il tuo capo

Nicolas:Si hai ragione sei il mio capo,ma vogliamo ricordare perché lo sei??Vogliamo raccontare ai nostri colleghi di cosa sei stata capace per arrivare fin qui??

Renee: La riunione è finita potete andare.

Nicolas: Ce c’è ti vergogni di quello che hai fatto e noi vuoi che gli altri lo sappiano???credi che non sappiano di quanto male hai causato a questa città??ci parli di sicurezza quando i nostri studenti dovrebbero essere messi al sicuro da te e dalla tua combriccola!Racconta a tutti perché è morto il tuo fidanzato BarretSophia,una ragazza di 19 anni è stata obbligata ad ucciderlo per salvarsi la vita.

Tutti allinterno dellaula guardavano Renee con aria stupita. Sapevano tutti che non era una santa ma mai avrebbero immaginato una cosa simile.

Renee: vi ho detto di uscire tutticosa state aspettando???devo licenziare anche voi???

Finalmente la stanza si era svuotata.

Renee: che c’è il matrimonio ti ha dato alla testa???

Nicolas: no,al contrario mi ha fatto capire per cosa è giusto lottare ed eliminare te dai giochi è la prima cosa da fare. Che mi dici di Derek??che cosa gli hai fatto???come è possibile che improvvisamente il nostro brillante professore di storia sia scomparso dalla circolazione visto che era un tuo ex fidanzato?

Renee: cosa ti fa pensare che la colpa sia mia??magari Derek è andato a farsi una vacanza

Nicolas: una vacanza in pieno anno scolastico???ma chi credi prendere in giro,niente accade per caso quando ci sei tu nei paraggi. È arrivato il momento che qualcuno faccia qualcosa. Ti farò pentire di aver messo piede per la prima volta a Venice.

Renee: ahhahaha ma non farm ridere. Tu,un misero finocchio sposato con un liceale cosa potresti farmi??

Uscendo dalla stanza aggiunse..

Renee: Stai attento Nicolas con le minacce,sai di cosa sono capace. Qui lunico che ha molto da perdere sei tu. Pensa al lavoro e al tuo adorato maritinomi dispiacerebbe deturpare quel suo bel visino.

Renee se ne andò e Nicolas rimase solo a pensareCosa avrebbe potuto fare? Come poteva proteggere Luke?

 

 

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Christopher stava uscendo dalla scuola aveva visto Renee cacciare Nicolas, tutto procede alla perfezione, era soddisfatto aveva trovato Zack, aveva visto Renee trionfare su Nicolas e quindi la sua fedeltà a John non era in discussione, John gli aveva dato precise indicazioni per controllare chi era fedele o meno. È sua sorella aveva fallito.

 I ragazzo stavano uscendo da scuola la giornata prometteva bene.

Stava avvicinando si alla macchina e trovo sua sorella in lacrime davanti alla sua macchina, Christopher ne fu sorpreso

Christopher: Amelia?

Amelia lo guardo, stava piangendo gli corse in contro

Amelia: Christopher…portami via ti prego ti prego

Amelia abbraccio il fratello, Christopher  rimase bloccato, non lo abbracciavo cosa da anni, da quando sua madre si era sparata davanti a lei, Amelia aveva appena nove anni e lui quindici, lui aveva badato sempre a lei, da allora…ma ora il rapporto era cambiato, era sua nemica

Christopher: cosa è successo?

Amelia: mi vogliono solo per te…loro non mi accetteranno mai…avevi ragione

Christopher: dimostrartelo

Amelia lo guardo negli occhi, le lacrime solcavano il suo viso, come Christopher ricordava quelle lacrime di Amelia con la faccia sporca di sangue della madre, erano uguali

Amelia: lo so che non mi puoi credere, lo so…lo so farò tutto quello che devo per fartelo capire

Christopher: lascia Leo

Amelia si fermò un attimo

Amelia: cosa?

Christopher: mi hai sentito…lascia Leo…digli la verità digli cosa dovevi fare!

Amelia prese il telefono e chiamo Leo

Christopher: il vivavoce

Amelia guardo il fratello, premette il pulsante del viva voce.

Leo rispose poco dopo

Leo: Amelia dove sei ti ho cercato ovunque

Amelia: devo dirti la verità..,quello che non hai mai saputo

Leo: cosa dici?

Amelia: io dovevo usarti per essere Amica di Sophia e Donna e poi ucciderle…tutto questo   Dovevo fare Leo io non ti amo non ti ho mai amato

Leo: cosa???

Amelia: si io ti ho usato ti ho comprato quella casa, ti ho messo quella mano tipo eri il mi o schiavo…sei il mio schiavo anche ora!

Leo: non ti credo Amelia non avresti fatto quelle cose non le avresti mai fatte

Amelia: avrei fatto di peggio Leo fidati…guarda Zack come è diventato grazie a me!

Chiuse la chiamata

Christopher era sorpreso pensava che non ci sarebbe mai riuscita

Amelia: mi credi?

Christopher: si sorella sei dei nostri!

L’abbracciò

Amelia: grazie Christopher…sei tutto per me…

Christopher vide davanti alla macchina due ombre, sembravano familiari

Amelia sorrise

Amelia: e mi servi

Christopher non capi

Amelia Tiro fuori una siringa e la conficcò nel collo di Christopher, l’uomo cercò di farsi da parte ma la stretta di Amelia era più forte, e il sedativo iniziò subito a fare effetto, cadde a terra, vide la sorella alzarsi in piedi stava sorridendo, poi vide tre ombre, ma riconobbe uno sguardo, lo sguardo di una ragazza bionda con gli occhi azzurri che lo guardava con disprezzo, poi fu buio.

 

 

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Luke cercava i suoi amici ma erano come scomparsi, quel giorno non li aveva visti per niente e la cosa lo preoccupava, mentre camminava per la scuola ormai deserta vide Nicolas seduto davanti al suo armadietto stava piangendo

Luke: Nicolas che succede?

Nicolas alzò lo sguardo verso suo marito

Nicolas: mi hanno licenziato

Luke: che cosa stai dicendo?

Nicolas: dei stupidi tagli e Renee ne ha approfittato…siamo sul lastrico…

Luke sapeva cosa significava, Nicolas aveva il bar ancora bloccato, Georgia lo stava sbloccando ma ci volevano almeno due settimane ancora, l’uniche entrate finanziare erano lo stipendio da consulente ed ora non c’era più.

Luke gli prese le mani

Luke: guardami

Nicolas alzò lo sguardo le lacrime illuminavano gli occhi del ragazzo

Luke: il bar aprirà tra due settimane…zia ha detto che c’è la farà, inoltre mamma ti ha detto più volte che puoi lavorare per lei lo sai che farebbe qualsiasi cosa per noi

Nicolas: lo so ma qui ti avevo vicino…era più tranquilo lavorare da casa mi farà stare più in ansia…Renee mi ha minacciato che ti avrebbe fatto del male…sei in pericolo Luke

Luke scosse la testa, sapeva che Nicolas sarebbe crollato lo sapeva

Luke: no nessuno mi farà del male Nicolas c’è tuo fratello c’è Donna che mi protegge Nicolas non sono solo sono al sicuro

Nicolas: ma lei puo farti del male lei può tutto….

Luke: no solo se glielo permetti di crederci Nicolas ti ho visto ferito ti ho visto in punto di morte…non mi spaventa più nulla se devo combattere io combatterò e lo faremo insieme, questa dittatura finirà e accadrà presto!

Luke bacio Nicolas

Nicolas si stava calmando

Nicolas: devo chiamare Andrew

Luke: credo di si sai se sono arrivati?

Nicolas: no…forse dormiva  il cretino non mi ha risposto

Luke: forse dai chiamalo

Nicolas bacio Luke

Nicolas: grazie tu sai come calmarmi

Luke: tu sei mio marito devo saperlo!

Nicolas prese il telefono e chiamo Andrew, rispose subito

 

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Andrew: ehi fratello!

Nicolas: ehi siete arrivati ad Atlas?

Andrew: si ormai stiamo per andarcene…ho provato a chiamarti ma non hai risposto

Nicolas: non volevo parlare con nessuno…Andrew mi hanno licenziato

Andrew: cosa?

Nicolas: si mi hanno ridotto il contratto a chiamata e Renee non vuole più qui

Luke strinse le mani del marito, Nicolas sorrise

Andrew: quella stronza senza palle ha vita corta fammi tornare fammi tornare e ci penso io

Nicolas: no ha minacciato Luke basta così Andrew…avrà il suo tempo…dimmi tu invece?

Andrew: qui pare che abbiamo trovato la nostra nuova casa…il college sarà fantastico ho già individuato un gay represso mi divertirò da matti

Nicolas: e Duncan?

Andrew: si lui fa tanto il serio ma ci sta si diverte..l’ora sta socializzando pure con una rossa e il gay represso…sarà una favola

Nicolas sorrise

Nicolas : non so come pagarti l’università Andrew…

Andrew: ho vinto una misteriosa borsa di studio Nicolas…i soldi bastano e avanzano non mi devi nulla

Nicolas: ti devo tutto lo sai?

Luke non capi quella frase sapeva dei trascorsi con la sua famiglia che Andrew era stato cacciato di casa, ma non lo capiva a cosa si rivolgeva.

Andrew: no fratello se sto con Duncan ora è tutto merito tuo

Nicolas: ti voglio bene

Andrew: anche io ci vediamo a casa

È chiusero la chiamata.

Luke: come è andata?

Nicolas: bene amore

Lo bacio ancora

Nicolas: andiamo a casa?

Luke: no voglio andare al locale dobbiamo pulire

Nicolas: non posso

Luke: perché?

Nicolas: ho dato le chiavi a Donna gli serviva per una cosa ha detto che me le avrebbe risate a casa

Luke: cosa sta combinando?

Nicolas: non lo so ma sai di cosa ho voglia ora?

Luke: oh si

È si baciarono di nuovo

 

 

 

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Era sera, Donna non era tornata a casa e neanche Sophia, Georgia guarda la finestra preoccupata, arrivò Amanda

Amanda: Georgia dai staranno arrivando

Georgia: lo spero Amanda…lo spero

In quel momento la porta si aprì ed entrò Stephen erano andati a cercarle

Stephen: ancora niente?

Amanda: no caro…vado a vedere se Jonathan ha bisogno di aiuto con Daniel

Georgia: si vai tra lui e Toby a cambiare i pannolini non so che spettacolo può capitare

Stephen si avvicinò alla moglie, avevano l’accordo di non toccarsi.

Georgia: fallo

Stephen: veramente?

Georgia: ne ho bisogno…

Stephen si avvicinò e l’abbracciò, Georgia sentì il suo calore quello di anni passati quello di amore, che ora era diventato una tundra gelata

Stephen: tornerà a casa

Georgia: lo so…

Stephen: so di Jeremy…so di quello che ti ha fatto

Georgia: mi ha fregato Stephen

Stephen: tu sei più di questo…sei più di tutto e puoi batterlo

Georgia: lo so lo farò…ma voglio assaporare la sconfitta…per poi ridere della sua

Stephen le bacio il collo

Stephen: lo so ti conosco bene…troppo bene

Georgia: chiamala

Stephen: chi?

Georgia: Erica

Stephen: Donna mi ammazza

Georgia: no se sa che te l’ho detto io…fallo ora

Stephen si staccò e prese il telefono compose il numero

 

 

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Erica stava facendo sesso con Don, l’annoiava Don era un Vecchio di 50 anni il mafioso di un paese del Nevada, da quando sua sorella l’aveva esiliata era tornata  a fare la puttana di quell’uomo, sapeva che suo padre gli aveva detto che avrebbe chiesto a Donna di tornare, in quel momento squillo il telefono sopra la cattedra dove Lei è Don stavano facendo sesso, Erica prese il telefono Don era seduto e stava per venire, erica neanche lontanamente

Erica: pronto

Stephen: Erica…sono papà

Erica sorrise, Don stava per urlare, Erica gli tappo la bocca

Erica: dimmi

Stephen: puoi tornare…mamma ti vuole parlare

Erica: sarò li domani

Chiuse il telefono, vide un paio di forbici, Don aveva aumentato il ritmo stava per venire, iniziò a leccar le la mano che gli tappa a la bocca, Erica prese le forbici e le pianto sul petto di Don, che cade morto in pochi secondi.

Erica si alzò era completamente sporca di sangue, si rivestì e uscì dall’aula Don era il professore di Matematica del liceo della citta, tutti li credevano che era suo padre ma lei ora stava tornando a casa per restare.

 

 

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Zack suono il campanello, gli aprì Jeremy

Jeremy: Christopher mi aveva avvisato vieni entra

Zack sapeva che poteva ancora fuggire, ma no lui aveva scelto lui sapeva cosa doveva fare

Entrò e trovo Renee

Renee: Zack mio caro sei dei nostri lo sapevo

Renee bacio Zack, Zack non sentì nulla

Renee: ci divertiremo vero Jeremy?

Jeremy: si lo faremo e tutto grazie a te Zack…è la tua ricompensa sarà il cuore di Sophia

Zack: si io voglio solo lei

Jeremy sorrise e chiuse la porta

 

 

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Julien si risvegliò in un letto legato cercò di muoversi ma i nidi erano troppo stretti

Julien: santo dio dove sono finito

La mano con i siti rotti gli faceva male

In quel momento entrò Alex, uno dei ragazzi ma lui era cattivo, aveva combattuto contro Ryan se lo ricordava

Alex: ti sei svegliato finalmente

Alex gli salto sopra nel letto, sopra di lui

Alex: Jeremy mi aveva detto di sorvegliati e ora posso divertirmi un po’

Prese un coltello e iniziò a giocare sul viso di Julien

Julien: un ragazzino? Cosa puoi farmi

Alex: vedremo!

Julien: fatti più vicino avanti

Alex si avvicinò, Julien gli diede una testata, il ragazzo sveni, il coltello finì sul cuscino, Julien sapeva come uscire da quelle situazioni…è lo avrebbe fatto anche questa volta, prese il coltello con i denti, uso tutta la sua forza per far cadere il corpo di Alex a terra,moli si avvicinò alle cinghie che lo legavano e riuscì a liberarsi.

Era a casa di Jeremy suo zio, in quel momento la porta si aprì e comparve Renee

Renee: oh no caro non me la fai questa volta

Aveva una pistola in mano

Julien vide l’unica via d’uscita possibile la finestra

Si butto di sotto, atterrò di piedi, si ruppe una caviglia imprecò, si voltò e vide che la casa si stava risvegliando, iniziò a zoppicare vicino ad una moto, sembrava di conoscerla, la prese e fuggì.

 

 

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Christopher si risvegliò, la vista era offuscata, impreco su Amelia

Christopher: dove sei puttana

Sentì una mano sul collo, e poi sentì la presenza della sorella dietro di lui

Amelia: sono qui fratello

Christopher cercò di muoversi ma non ci riuscì

Christopher era legato ad una sedia fissata a terra

Amelia: ho fatto tutto come sai

Christopher: cosa?

Amelia: si ho fatto come mi hai insegnato

Christopher riacquisto la vista in modo definitivo era in uno scantinato buio, sembrava sotto terra una tenue luce al centro della stanza il resto era buio, sentì dei passi di tacchi

Amelia: e ora noi ci divertiremo

Amelia si spostò

Christopher: non avete idea di cosa avete fatto…io vi troverò e vi ucciderò tutti!

Iniziarono a camminare sotto la luce le altre figure, una era Lily che l o guardava furiosa, poi c’era Donna la sua Donna che sorrideva, ma la cosa che lo stupì fu al centro Sophia, i capelli erano  in avanti vestiva un top nero e dei pantaloni marroni, le mani incrociate, il viso contratto come se dentro a lei non c’era più un anima, lo guardava fisso

 

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Sophia: non serve che ci cerchi siamo qui…è ora noi vogliamo parlare con te

Il tono di Sophia gli ricordava quello di suo padre, e per la prima volta da 10 anni Christopher sentì crescere la paura.

 

E con questo termina la prima puntata del 2013…la prossima settimana ci sarà il blackdoor pilot dello spin-off di Venice Globe chiamato  “American University”…l’episodio 11 dal titolo “University” sarà cronologicamente contemporaneo a questo che avete appena letto…questo è un grande giorno per Venice Globe che compie il suo primo anno…spero che apprezziate e commentiate…vi aspetto Giovedi prossimo con il prossimo episodio!

 

 

Venice Globe 3×10 “Try”ultima modifica: 2013-02-21T22:08:41+01:00da vmal91
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