Venice Globe 3×09 “Christmas” CHRISTMAS SPECIAL

MESSAGGIO IMPORTANTE: SE VOLETE CHE LA STORIA CONTINUI, COMMENTATE NEL BLOG, SCRIVETE COSA NE PENSATE, I VOSTRI PERSONAGGI PREFERITI, E LE VOSTRE IMPRESSIONI. MI RACCOMANDO, è IMPORTANTE CHE VOI LO FACCIATE, GRAZIE, E BUONA LETTURA:


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Angel: Buon Natale a tutti voi, questo episodio sarà particolare, e soprattutto speciale, non ci sarà una storia fissa…o quasi…dipenderà da come la vedrete voi…ci racconterò tre storie, tre storie natalizie, facendovi vedere il Natale nella città di Venice…come era, come è ..e come sarà. Perché io vi guiderò in quest’avventura? Perché no? Dopo tutto io ora posso vedere tutto…passato presente e futuro…e mi congedo a voi raccontandovi come lo spirito natalizio sia potuto entrare nel mondo di Venice, un mondo tormentato da tradimenti, morti, dolore…ma anche amore, e gioia…preparatevi dunque…e iniziamo come nei romanzi di Dickens…a godere del pieno spirito natalizio…iniziamo dal passato, io non ero ancora nato..ma già tutto si stava mettendo in moto..per quello che sarebbe successo….”

 

NATALE 1993

 

 

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Suonarono al campanello, era ormai la vigilia di Natale, Thea stava finendo di cucinare il pollo.

Thea: Clark vai ad aprire per piacere?

Clark era seduto al tavolo, vicino a lui c’era la sua fidanzata Julie

Thea vide che il figlio non si muoveva, si girò

Thea: Clark lo vedi che ho le mani occupate puoi andare… non cucinerò Julie stai tranquillo!

Clark sbuffò

Clark: ok mamma…ma se è un altro canto di natale posso prendere una doppietta?

Julie: ma dai che sono teneri

Clark: li trovo noiosi e tristi…poi il pastore Andrews è così insistente…spero che non abbia mai figli

Thea: allora ti dico subito che la signora Andrews è incinta e di un maschio

Clark:  che Dio l’abbia in gloria quel piccolino

Julie rise

Thea: non dovresti andare ad aprire?

Clark: va bene mamma! Ho 25 anni e ancora mi faccio comandare, ma dico io

Tutti risero Clark si avvicinò alla porta di casa.

Suonarono di nuovo

Clark aprì e si trovò davanti sua sorella, con in grembo la piccola Sophia

 

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Clark: e tu cosa ci fai qui?

Debra sorrise

Debra: passare il Natale con la mia famiglia è un crimine?

Clarck: dipende da quale punto di vista!

Debra: allora ci vuoi far entrare?

Clarck: con chi sei?

 

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In quel momento si avvicinò Jeremy, che abbracciò Debra, Debra guardò Jeremy e sorrise

Jeremy: con chi dovrebbe essere?

Clark sorrise

Clark: con nessun…altro…avanti dammi la mia nipotina!

Debra sorrise e passò la piccola Sophia aveva quattro mesi

Clark vide gli occhi della madre, era sveglia

Clark: vieni qui amore di zio

E si recò in cucina

Debra e Jeremy entrarono

Debra: ed uno è andato

Jeremy: si ma questo non è nulla ricordatelo

Debra: si lo so

Si sfilò un guanto e mostro la fede

Debra: il peggio arriverà adesso

Jeremy: andiamo ci sono io che ti difenderò sempre amore mio

E baciò la donna.

Si recarono in cucina e trovarono Sophia in braccio a Thea che la cullava

Thea: che meravigliosa sorpresa Debra, non pensavo che fossi tornata a Venice

Debra: non volevo far perdere alla piccola Sophia il primo natale, a casa della sua famiglia

Thea: ci sarebbe pure mancato…hai sentito anche Georgia ha avuto una bimba

Debra: si Amanda me lo ha detto sono molto contenta per lei

Thea: sisi…l’ho fatta nascere io come la piccola Sophia…nello stesso modo

Debra guardò la madre, le aveva inviato un segnale che non afferrava?

Jeremy: è stata un annata molto bella per tutti

Thea: decisamente mio caro…come stanno i tuoi genitori?

Jeremy: benissimo sono a Fayetteville passano il natale con gli altri Anderson

Thea: tuo fratello invece?

Clark tossì

Julie: tutto bene caro?

Clark: a meraviglia

Jeremy guardò Thea

Jeremy: si credo che anche lui stia bene…non so di preciso dove sia

Thea: credo qui a Venice ho visto la sua volvo nera davanti casa vostra

Jeremy: non ci siamo passati per niente quando siamo venuti qui

Thea: capisco

Thea notò un luccicare sulle dita di Debra

Thea: che cosa è quello?

Debra nascose la mano

Jeremy sorrise

Debra: niente…niente mamma

Julie aveva notato qualcosa

Julie: si dai sembra un anello

Clark guardò la sorella

Clark: che avete in mente voi due?

Jeremy: puoi fidarti nulla di male

Debra: dai dobbiamo dirglielo

Jeremy: siamo qui per questo motivo, no?

Thea: dirci cosa?

Debra tirò fuori la mano e la mostrò a tutti

Debra: che non sono più Debra Green, ma la signora Anderson!

Jeremy: ci siamo sposati due settimane fa

Thea: ma è magnifico…perché non ci hai avvertito

Jeremy: volevamo farlo..ma preferivamo non dire troppe cose visto che abbiamo delle persone sgradite

Thea: capisco

Thea fissò sua figlia, sorrideva ed era felice, ma sapeva che dentro di se era molto combattuta

La piccola Sophia iniziò a piangere

Thea: credo abbia fame

Debra: dammi che l’allatto…vi dispiace?

Clark: sono cresciuto con te sorellina cosa pensi, che possa sconvolgermi?

Debra: spiritoso

Julie: glielo dico io, che dovrebbe fare il comico

Jeremy: ti ci vedo Clark

Thea passò la piccola a Debra

Thea: vado un attimo a prendere una cosa in salotto…voi non toccate nulla il pranzo non è ancora pronto

Si allontanò, salì nel suo studio e digitò un numero che non faceva da qualche mese ormai, un numero che non avrebbe mai voluto rifare, ma doveva sapere la verità.

Il numero squillò due volte e poi rispose

 

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Jared: pronto?

Thea: ciao sono io Thea

Jared: a quale sfortunato evento devo questa chiamata?

Thea: Debra è tornata in città

Jared: e quindi?

Thea: con Jeremy

Jared: credo che stiano insieme

Thea: si sono sposati

Jared: wow questa si che è una notizia telefono subito ai miei genitori per far preparare un piatto speciale…cosa vuoi Thea?

Thea: come stai tu…Debra ha partorito due bimbi, i tuoi figli e si sposa tuo fratello, perché?

Jared: perché? Perché? Perché è pazza tua figlia e lo sai anche tu mi ha mollato e si è messa con Jeremy

Thea: cosa vuoi che faccia?

Jared: nulla ho con me il piccolo…starà bene mi farò una vita lontano da lei così tutto andrà a meraviglia

Thea: lo capisco…ti auguro un Buon Natale Jared

Jared: Buon natale Thea

E chiuse la chiamata

Thea scese di sotto a festeggiare il natale con la sua famiglia.

 

Jared guardò per qualche secondo il telefono, bussarono alla porta dello studio ed entrò suo cugino John.

 

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John: Jared tutto ok?

Jared: si si ho saputo che mio fratello si è sposato con Debra

John: mi dispiace…veramente tanto

Jared: non fa nulla tranquillo…come sta il piccolo Jonathan?

John: sta dormendo…Rose e Julien lo osservano con apprensione

Jared sorrise

Jared: è ora di sorprenderli

Si mise la barba e il capello da babbo natale

John: non ti riconosceranno per niente

Jared: lo spero…altrimenti rovinerò la vita a due bimbi di 5 anni

John: troppo giovani per soffrire hihi…quando sei pronto

Jared prese il sacco con i doni

Jared: pronto

John: ottimo…ma dal camino

Jared: cosa?

John sorrise

John: avanti dai siamo giovani e forti!

Jared: ok ok

Uscirono dallo studio e Jared salì sul soffitto, John osservava il cugino sorridendo…lui sapeva un grosso segreto su di lui, e sapeva a chi lo avrebbe detto.

 

NATALE 2012

 

Davanti casa di Donna,

 

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Angel: tutto si stava preparando nell’ombra…ed io sono stato l’ultimo delle vittime di questo oscuro mondo…ma torniamo ora al presente, al natale che io non potrò vedere, ma questa volta sarò solo un narratore…seppur morto vedrò cosa mi sono perso…il matrimonio del mio migliore amico…e . apparve al suo fianco Thomas, il fratello di Luke

Thomas: come potrei perdermi il matrimonio del mio adorato fratello?

Angel: e allora entriamo

I due si avvicinarono e senza suonare entrarono nella casa, era addobbata nel migliore dei modi, Angel e Thomas si guardarono intorno e videro Andrew che scendeva le scale, era pensieroso, teneva in mano una lettera.

 

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Andrew rileggeva quella lettera da tutta la mattina, era il giorno di natale, dopo il matrimonio di Sophia era successo di tutto, il padre di Donna era tornato, il funerale di Jared era stato straziante, Debra era scomparsa da quel giorno, Sophia si stava riprendendo, ma il suo tentato suicidio era noto a tutti Toby insieme a Ryan decise di portarla in vacanza, doveva distrarsi…e come non poteva essere altrimenti, la morte di Jared si sommava ad un nuovo lutto. Erano passati dieci giorni dal matrimonio quando scoprirono il cadavere di Angel, era stato fatto a pezzi, Lily era piombata in una depressione profonda…l’assassino era ancora celato nel mistero.

Duncan comparve dietro la porta della sala

Duncan: ehi Andrew che cosa c’è?

Andrew si scosse dai pensieri e guardò il suo ragazzo

Andrew: niente…notizie dal college

Duncan: cosa succede?

Si avvicinò a lui e gli prese le mani e la lettera

Andrew: ci ha scritto Harvard…non ci vogliono per febbraio

Duncan lesse velocemente la lettera, la gettò a terra e guardò in faccia il suo ragazzo

Duncan: e quindi?

Andrew si appoggiò al suo ragazzo in un abbraccio

Andrew: ci stanno distruggendo…tutti i nostri sogni, tutto è fallito

Duncan: non è vero tutto si complica…dobbiamo crescere…io e te faremo ogni cosa…e poi amore mio noi due non siamo falliti, noi due siamo qui insieme a questo secondo e sicuramente meno pericoloso matrimonio

Duncan gli sollevò il mento e gli sorrise

Andrew sorrise

Andrew: ti amo

Duncan: Anche io ti amo e non importa se non andremo ad Harvard ci hanno preso in altri sette college basta sceglierne uno

Andrew: e ci andremo insieme

Duncan: nessuno ci potrà separare

Si baciarono

In quel momento suonarono alla porta

 

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Duncan si avvicinò e controllò dallo spioncino, era Jonathan con in mano qualche sacchetto

Duncan aprì la porta

Duncan: eccoti dove eri

Jonathan: il piccolo Daniel non si ferma un attimo ho dovuto comprare altri pannolini

Duncan: non oso immaginare

Jonathan: sono pronti?

Andrew si avvicinò

Andrew: ormai si sono pronti

Jonathan notò una lacrima sul volto di Andrew

Duncan lo abbracciò

Duncan: andrà tutto bene…questa volta

Andrew si asciugò la lacrima

Andrew: hai sentito Sophia?

Jonathan: no purtroppo no…Toby ha staccato il telefono

In quel momento scese Donna con in braccio Daniel

 

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Donna: e come dargli torto…comunque vi saluta

Jonathan: li hai sentiti?

Donna: ovvio io sono l’unica a sapere dove sono e vi salutano…andiamo mio cugino si deve sposare

Sorridendo si avvicinò a Jonathan che la baciò sulla guancia e accarezzò la testolina di Daniel il bambino stava crescendo velocemente

Jonathan: Lily è scesa?

Donna: si è di là con Amelia…poggia lì i sacchetti e andiamo

Andrew e Duncan si avviarono per primi, poi Donna e Jonathan, Donna si voltò e fissò il punto in cui si trovavano Angel e Thomas

Jonathan: cosa c’è?

Donna: niente ho avuto come un presentimento…

Jonathan: positivo?

Donna: come se ci fosse qualcuno oltre a noi…ma niente solo un pensiero…andiamo

Ed entrarono, li seguirono anche Angel e Thomas.

 

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Angel guardò la sala era addobbata con tutte decorazioni bianche e rosse, sembrava un altro mondo felice e senza pensieri, ma non era così…ormai non c’era più felicità.

Thomas: ecco la tua ragazza

Angel la vide era vestita di nero e beveva dello champagne, il trucco era poco elaborato

Angel si avvicinò a lei e le accarezzò il viso

Angel: povera Lily…perdonami per averti lasciato

 

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Lily alzò lo sguardo gli parve che qualcuno la stesse accarezzando, poi girò lo sguardo e vide Amelia e Leo

Amelia: tesoro non credi che sia esagerato è il terzo bicchiere

Lily scosse la testa

Amelia aveva ancora il naso coperto per le ferite di Christopher, si avvicinò all’amica e le tolse il bicchiere

Lily: che fai?

Amelia: devi stare ferma ok? Non puoi essere così…tu non sei così!

Amelia fissò negli occhi Lily

Leo la scosse

Leo: tesoro non esagerare ok?

Amelia: non esagero ma non può continuare così

Lily: faccio quel che voglio io ok?

Si alzò e, quando stava per andarsene, Amelia l’afferro per il braccio

Amelia: Pensa ad Angel e che cosa stai facendo?

Lily si fermò

Davanti a lei Angel la osservava

Angel: ascolta Amelia amore mio

Lily iniziò a piangere

Amelia la strinse a se in un abbraccio

Amelia: stai tranquilla tutto andrà bene…troveremo il bastardo

Leo: vado a prendere dell’acqua

Leo si allontanò, le ferite che aveva erano guarite in fretta, ma era preoccupato per Amelia quello che le aveva fatto, era tremendo ma lei non riusciva ad esprimersi non riusciva ad aprirsi su quello che aveva significato…doveva stare il più vicino possibile a lei.

Prese dell’acqua e in quel momento gli si avvicinò Jonathan

 

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Leo: ehi come sta andando la preparazione?

Jonathan: pare bene Donna mi ha abilmente cacciato dalla cucina…Ci siamo quasi ormai

Leo: si lo credo anche io…guarda sta uscendo Amanda, vado a portare l’acqua a Lily è disperata

Jonathan: immagino…

Leo: Sophia?

Jonathan: sta bene…credo stia riposando, Ryan e Toby hanno fatto bene a portarla via

Leo: si infatti

Jonathan: non vedo Zack…sai dove passa il natale?

Leo: no purtroppo no…credo che sia con Eva e Alex…ormai non mi importa più

Jonathan: e perché?

Leo scosse la testa, mise una mano sulla spalla di Jonathan

Leo: non oggi amico…non oggi

E si allontanò

 

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Thomas fissava la madre davanti a se, la donna stava chiamando a raccolta tutti gli amici di Luke, la osservava con tranquillità sua madre aveva ostacolato il matrimonio, e poi aveva capito, aveva capito che non si poteva ostacolare il vero amore…non doveva colpevolizzare suo fratello della sua morte…e lei ora lo stava imparando.

Amanda: ragazzi allora avvicinatevi tutti….Andrew dove sei?

Andrew si avvicinò, Duncan lo teneva per mano

Andrew: ecco ci siamo tutti

Lily insieme ad Amelia e Leo si avvicinarono, Jonathan si mise al lato della stanza aveva un bicchiere di vino in mano, non era per lui, ma per Donna. In quel momento la porta della cucina si aprì ed uscì Donna con in braccio Daniel

Jonathan: dallo a me…ti ho preso il vino

Donna gli passò il bimbo e prese il bicchiere in mano e fece una sorsata.

Donna: tu si che sai come farmi stare bene

Jonathan: se non io chi dovrebbe farlo?

Donna lo guardò sorridendo

Lo spirito di Angel si avvicinò a Thomas

Angel: ci siamo….

Thomas: si ci siamo

In quel momento dalla cucina uscì Luke insieme a Nicolas, mano nella mano

 

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Luke aveva un vestito nero ed una cravatta bianca, i capelli erano pettinati all’indietro portava un garofano come spilla.

Nicolas era vestito di bianco e con una cravatta nera, i suoi capelli erano da poco tagliati aveva un filo di barba, i suoi occhi erano illuminati dalla commozione

Andrew si fece avanti e abbracciò il fratello

Nicolas: ehi che vuoi fare?

Andrew: voglio stringere il mio fratellone che si sposa

Nicolas: ehi mica sparisco

Andrew: tante cose possono cambiare…ed io non voglio perderti!

Nicolas guardò Duncan che sorrideva

Luke: ehi non farci attendere…abbiamo una lunga serata davanti

Andrew: si hai ragione

Thomas lo guardava sorridendo

Angel: guardalo…è cresciuto molto

Thomas: lo so…lo tenevo d’occhio da tanto tempo

Angel: devi esserne orgoglioso

Thomas: lo sono

Luke e Nicolas si misero uno davanti all’altro, sorridevano e si tenevano per mano

Luke si girò verso gli invitati

Luke: non sarà un vero e proprio matrimonio, ma solo uno scambio di voti, purtroppo non siamo ancora tra gli stati che permettono un unione tra gay, ma abbiamo voluto questa cerimonia, per i nostri amici e per noi. Io amo Nicolas con tutto me stesso, lui è stato per me da sempre un faro, quando lui tornò in città lo scorso anno io ero isolato…ero solo, con una cugina che mi sfruttava come informatore, una famiglia in lutto per la perdita di mio fratello, che mi colpevolizzava e non riusciva ad accettare la mia omosessualità e per questo mi ha abbandonato…ma poi è arrivata Sophia che, come tutti sappiamo, ha portato lui, Nicolas

Si fermò e lo guardò, Nicolas sorrideva commosso

Luke: lui che mi ha colpito al cuore, con la sua bellezza, la sua dolcezza, lui che da subito ha sempre lottato per me, anche contro se stesso, con il compito per cui era venuto di nuovo in questa città…ha mostrato coraggio, ha mostrato essere quello che tutti noi vediamo…il mio uomo…la mia persona…ti amo Nicolas

Si asciugò una lacrima

Nicolas: io non ho parole da dire se non che ti amo Luke, ho rischiato la vita, molte volte, e anche a causa dei tuoi genitori, ma non li ho mai odiati, perché l’amore che provo per te è sempre stato quello che mi ha dato la forza di andare avanti, ed aiutare te i tuoi amici, che ora sono diventati la nostra famiglia…io ti amo e nessuno può togliere quello che siamo, quello che io e te siamo…siamo una famiglia e lo saremo sempre…ti amo

Lo prese e lo baciò, tutti applaudirono

Thomas fissava il fratello

Angel: dobbiamo andare…

Thomas: non ancora

Squillò il telefono a Jonathan

Donna: non lo avevi spento?

Jonathan: mi sono dimenticato

Jonathan prese a fatica il telefono, teneva in braccio Daniel.

Jonathan vide che era un numero strano

Jonathan: pronto?

 

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Sophia: buon natale fratello

Jonathan: Sophia!

Tutti si votarono verso Jonathan

Sophia rise

Sophia: passami i festeggiati…metti in vivavoce

Jonathan obbedì

Sophia: fatto?

Leo: ti sentiamo Sophia

Sophia: Luke, Nicolas mi dispiace che io Toby e Ryan non siamo al vostro matrimonio…sapete il perché, ma io ho voluto esserci in qualche modo…anche stupido…ma ci sono…Donna pronta?

Donna: si cara

Leo: sapevi tutto?

Donna si avvicinò al televisore e lo accese, la tv trasmetteva un paesaggio montano innevato, in quel momento comparve sullo schermo Sophia era vestita con un giaccone rosso i capelli erano legati in una treccia che ricadeva sulle spalle

Sophia salutò e poi si girò, dalla montagna scesero due sciatori che impressero sulla neve la forma della L e della N, e poi arrivarono vicino a Sophia, erano Toby e Ryan.

Ryan: questo è per voi…con laugurio di un buon natale!

Luke aveva le mani sulla bocca stava quasi piangendo, Nicolas lo stringeva a se

Toby: Che la felicità possa essere eterna

Luke: mio Dio Sophia, Toby Ryan grazie!

Sophia: e a tutti voi…sappiate…stiamo per tornare

Donna chiuse la tv

Luke corse ad abbracciare Donna, mentre Nicolas venne rubato da Amanda e Amelia che lo abbracciarono

Lily si recò a prendere un nuovo bicchiere di champagne, ne aveva bisogno

Angel la osservava sconsolato

Thomas si mise davanti a Luke e lo toccò

Luke si fermò come se ebbe un brivido

Donna: che succede?

Thomas lo fissò degli occhi era orgoglioso del fratello

Thomas: ti voglio bene fratellino

Angel: ora dobbiamo andare…i due sparirono

Luke: ho avuto un brivido, come se qui davanti a me ci fosse…non è possibile….sarà l’emozione credevo che ci fossero Angel e Thomas qui con noi

Donna lo strinse a se

Donna: loro ci saranno sempre per noi

E continuarono a festeggiare per tutta la notte

 

NATALE 2015

 

Angel: il nostro viaggio continua….con quel che noi dobbiamo ancora vivere…e quello che sarà…un Natale felice? Si dopo anni è felice, ma non tutto è quel che sembra…il male purtroppo vive.

 

 

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Sophia osservava la città cambiata, erano passati quasi due anni da quando se ne era andata, due anni quando le minacce più grandi erano state sconfitte, ma rimaneva ancora una persona, una persona che la tormentava e aveva giurato che non avrebbe avuto pace, finché non l’avesse trovata.

La limousine si fermò davanti alla casa di Donna, erano passati pochi mesi dall’ultima volta che l’aveva vista a New York, anche lei la stava aiutando nella ricerca dell’ultimo pezzo della faida che due anni prima aveva quasi distrutto la città.

Era sera il cielo non sembrava promettere nulla di buono, forse avrebbe piovuto, poco le importava avrebbe finalmente passato un Natale felice, con la sua famiglia

Si toccò la mano con l’anello nuziale, ricordava il tremendo matrimonio che aveva avuto, e tutto ciò che era avvenuto dopo…

L’autista aprì lo sportello della macchina e pose una mano per aiutare Sophia ad uscire dalla macchina, Sophia fece fatica, si appoggiò all’autista ed uscì fuori

Sophia: grazie mille

Autista: le valige dove le appoggio?

Sophia: lì davanti alla porta grazie

Il cielo si illuminò per un fulmine in lontananza

Autista: prendo l’ombrello signora?

Sophia sorrise, non era ancora abituata a tutte quelle riverenze

Sophia: no ci penso io…non sono una malata terminale

Autista: ma sa nelle sue condizioni…ho l’ordine di non farla affaticare

Sophia: sono incinta…non morirà nessuno per un ombrello Tom

L’autista sorrise e portò le valige all’ingresso della villa

Sophia reggeva l’ombrello in mano e si avvicinava, teneva la mano sulla pancia prominente, era al settimo mese, tutto stava andando bene, aveva tenuto diverse sorprese per la sua famiglia.

Giunta sulla porta, congedò l’autista e poi suonò il campanello.

Sentì un rumore forte di piedi piccoli da bambino dirigersi verso la porta, seguiti da quelli più felpati di un adulto.

La porta si aprì, e Sophia rimase sorpresa, alla porta c’era il piccolo Daniel aveva ormai poco più di due anni, le sorrideva aveva degli occhi verdi molto grandi e i capelli biondi, dietro di lui c’era suo fratello Jonathan che la guardava sorpreso

 

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Sophia: ma vieni a dare un bacione alla zia D.J.!

Si chinò lentamente, il bimbo l’abbracciò e gli stampò un bacio sulla guancia

Daniel: che hai lì zia?

Indicando la pancia di Sophia

Sophia sorrise

Sophia: è una sorpresa…te lo dico nell’orecchio ma non devi dirlo a nessuno…neanche a papà ok?

Daniel annuì

Sophia glielo disse nell’orecchio il bimbo parve sorpreso, sorrise e corse via

Jonathan osservava la scena sorridendo, aiutò la sorella a rialzarsi

Jonathan: come stai?

Sophia: sono un pallone…Donna invece?

Jonathan: un pallone sgonfio ora

Sophia: ti permette di dire cose del genere?

Jonathan: penso possa uccidermi…già soprassiede al fatto che tutti chiamano Daniel D.J., ma questa non me la fa passare liscia…ti prego non dirlo

Sophia sorrise

Sophia: affatto sei in una botte di ferro…ci sono tutti?

Jonathan: si certo…ma che cosa hai detto al piccolo?

Sophia sorrise

Sophia: abbi un altro po’ di pazienza…andiamo

Jonathan tirò dentro le valige di Sophia e poi la prese sotto braccio e la portò nella sala dove tutti stavano per festeggiare il natale.

Jonathan: ti ci stai abituando?

Sophia: a cosa?

Jonathan: a tutto…i soldi…la gravidanza… la ricerca di quello stronzo e la mancanza di…

Sophia lo interruppe

Sophia: non ne voglio parlare lo sai…non tutto doveva andare purtroppo

Jonathan: lo so…ma non me lo aspettavo

Sophia: perché ti aspettavi che finisse così due anni fa? Tutti abbiamo rischiato la vita quella notte…dai adesso divertiamoci e cerchiamo di dimenticare i tristi momenti…ho diverse sorprese

Jonathan sorrise

Entrarono nella sala e tutti la osservarono stupefatti

 

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Donna era seduta in fondo alla sala, su una sedia con in braccio un piccolo fagotto rosa, i capelli le scendevano sul seno, osservava Sophia sorridendo.

Di fianco a lei c’erano Luke e Nicolas seduti su un divano, che stavano giocando con una bambina dai capelli neri , con loro c’era anche Daniel che giocava con le costruzioni.

Nella sala c’era pure Ryan che stava leggendo un libro vicino ad Amelia, Sophia guardò la ragazza aveva un vestito che mostrava le braccia della ragazza, e quindi anche la protesi che aveva al braccio sinistro, sentiva ancora le urla della ragazza la sera prima di addormentarsi.

Donna: ragazzi non correte ad accogliere Sophia?

Luke la guardò e corse in piedi ad abbracciarla, si accorse della pancia

Luke: che cosa diavolo hai combinato?

Sophia sorrise e lo abbracciò

Sophia: mi sei mancato anche tu Luke!

Amelia corse ad abbracciare l’amica

Amelia: oddio che bellissima sorpresa!

Sophia: ancora non sono finite

Ryan la osservava da lontano a testa bassa, Sophia lo notò e passò oltre.

Donna osservava come una dea in contemplazione la scena

Nicolas l’abbracciò

Nicolas: anche noi abbiamo delle sorprese…primo ti presento Sarah

Prese in braccio la bimba dai capelli neri

Sophia notò che aveva gli occhi azzurri.

Sophia: ma di chi è questa bella bimba?

Luke: è nostra figlia…l’abbiamo avuta grazie all’inseminazione e una surrogata

Sophia: oddio mio sono mancata troppo tempo

Li abbracciò

Amelia: dove sei stata?

Ryan: a fare la ricca a New York…

Sophia lo fulminò con lo sguardo

Sophia: buon natale anche a te Ryan

Ryan: scusate…non ce la faccio

Fece per andarsene

Donna: siediti subito!

Donna non si mosse di un muscolo, Ryan la fissò ed obbedì

Donna si alzò, e si avvicinò, passò la bimba a Jonathan e poi abbracciò Sophia

Donna: come stai?

Sophia: benissimo e tu? Jonathan mi ha dato le foto della piccola Helena

Donna: sta benissimo guardala

Jonathan si avvicinò, Sophia era commossa di tutto quell’affetto, le mancava molto.

Donna: vieni mettiti seduta…devi dirci molte cose

Daniel: io  le so!

Donna: come fai a saperle birbante?

Daniel: la zia me le ha dette

E fece la linguaccia alla madre, Donna si mise la mani sui fianchi e fece la faccia crucciata

Donna: guarda che ti prendo eh!

Daniel e Donna giocarono a rincorrersi.

Sophia osservò la scena felicemente, in quella casa l’aria era cambiata finalmente

Sophia: che bello tutti questi sorrisi

Sophia guardò Ryan

Sophia: le sorprese riguardano anche te Ryan

Ryan: dimmi dove si trova mio fratello…o Leo e poi ne parliamo

Sophia si mise una mano sulla pancia

Amelia si strinse a Sophia

Amelia: è ancora arrabbiato

Sophia: dopo due anni….immagino

Donna prese Daniel e gli fece una pernacchia sul collo e poi si accomodò facendolo sedere sopra di lui, Luke e Nicolas con la piccola Sarah fecero lo stesso. Jonathan ed Helena si misero seduti vicino a Sophia

Sophia: allora ci siamo….si sono tornata, per le vacanze…almeno per vivere un natale speciale dopo due anni di ricerche siamo quasi arrivati ad un punto di svolta

Ryan: tanto da non dirci nulla?

Sophia: sei stato tu a chiedere questo ricordi? Io e Donna dovevamo occuparcene e ci vuole segretezza, ma presto tutto avrà fine…ho sentito anche Andrew al college, ha un amica che usa no. O quale tecnica informatica ci tiene a darci una mano

Nicolas: si rende utile alla fine

Luke: ehi tuo fratello è uno di quello che ci ha rimesso più di tutti

Nicolas: lo so…ma uno che si è rifatto la vita…lasciando noi nella merda

Luke: che merda abbiamo una famiglia bellissima

Nicolas: si lo so…ok scusatemi….ho esagerato

Sophia: tranquillo lo capisco…ho preso le redini di questo da…lo sapete da quando ma non tutto viene per il male…sono incita di due gemelli…maschi

Tutti rimasero a bocca aperta

Jonathan: la tragedia della nostra famiglia sono i gemelli

Sophia: lo credo…ma ehi si vede che era destino…sono due maschi e sono di Toby

Ryan: cosa? Quando è accaduto?

Sophia: sette mesi fa…ed è stato improvviso, nel peggiore dei modi…ma ehi diverrai zio Ryan

Ryan: dove si trova ora?

Sophia: non ne voglio parlare…

Ryan: lo sa almeno che sei incinta?

Sophia: si certo…ha scelto anche i nomi

Amelia: sei in contatto con loro? Perché non ci dai queste informazioni?

Sophia: perché sono nelle sue mani…sapete entrambi che finché non morirà ci servono lì dove sono

Amelia: quando avrà fine tutto questo…

Donna: presto…molto presto

Jonathan: che nomi ha scelto?

Sophia: il primo che nascerà si chiamerà Walter il secondo vuole che si chiami David…

Tutti rimasero sorpresi da quei nomi, sapevano tutti perché aveva scelto quei nomi

Sophia: ma vi ho mentito…sapevo dei piccolini, sapevo tutto e per questo ho organizzato una cosa speciale

Prese il suo telefono e mandò un sms

Sophia: Jonathan puoi andare ad aprire per piacere

Jonathan: cosa?

Il campanello suonò, Jonathan corse ad aprire

Sophia: siete pronti bambini per le sorprese?

Daniel: siii

Sarah: siiii

Sophia sorrise

Ryan: io non riesco a capire come fai ad essere tranquilla…tuo marito che tutti credevamo morto o disperso invece è Dio solo sa dove, e tu sei qui incinta tranquilla…io non lo so

Donna: tutto ti sarà chiaro Ryan

Ryan: basta non ce la faccio a stare qui senza far nulla

Si alzò e cercò di allontanarsi, quando sulla porta arrivò Babbo Natale

Ryan lo fissò negli occhi e rimase a bocca aperta

Sophia: guardate bambini c’è Babbo Natale

Daniel prese per mano Sarah e corsero dall’uomo vestito da babbo Natale che li abbracciò

Babbo Natale: ho dei regalini per tutti voi…siete stati bravi?

I due bambini annuirono

Tirò fuori un sacco e gli diede alcuni pacchetti, i bambini corsero ad aprire i loro regali

Donna: qui mi hai sorpreso

Sophia si alzò e si avvicinò al Babbo Natale

Sophia: e come Ryan ha constatato…le sorprese non finisco qui

Tolse la barba a Babbo Natale facendo scoprire che in realtà era Toby

 

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Toby: sorpresa! Buon Natale!

Tutti si alzarono e corsero ad abbracciare Toby.

Toby baciò Sophia sulla bocca

Sophia: lo sapevo che ce l’avresti fatta

Toby: non permetteremo a nessuno di fermarci

Sophia: lo abbiamo in pugno

 

Angel: e la serata continuò così…appianando divergenze, e saldando le ultime alleanze per la fine della guerra….ma come siamo giunti a questo punto? Tutto nacque da questo incontro…è da qui che iniziò la fine della nostra storia…

 

FEBBRAIO 2013

 

 

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Debra si trovava in Canada vicino Toronto, la neve era alta, aveva cercato di ricostruire tracce per riuscire a ritrovarla, doveva farlo, doveva fare qualcosa dalla morte di Jared era passato troppo poco tempo, ma lei doveva trovare un modo, sapeva che sua figlia era disperata, era da poco tornata con  suo marito Toby a scuola a Venice, doveva proteggerla di nuovo e aveva bisogno di aiuto e questa volta non si sarebbe fatta fregare, aveva scelto l’unica persona al mondo che voleva morto Jeremy quanto lei…non l’aveva mai vista prima, ma sapeva che cosa aveva subito.

 

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Bussò alla porta e le aprì una ragazza dai capelli castani, aveva degli occhi verdi che le ricordavano per intensità quelli di Jared

Debra: ciao…forse non sai chi sono io

Rose: so esattamente chi sei…Debra piacere io sono Rose

Debra sorrise

Debra: ho bisogno del tuo aiuto

Rose: cosa vuoi?

Debra: devi proteggere Sophia e Jonathan i miei figli…devo trovare Jeremy ed ucciderlo…

Rose: non funziona così mia cara…non mi interessa dei miei cugini ho altre cose in testa

Debra: tu vuoi Julien vero?

Rose la fissò

Rose: cosa sai?

Debra: abbiamo un nemico comune…tuo padre e Jeremy…so il suo destino

Rose: dimmelo

Debra: mi aiuterai?

Rose: si lo farò

Debra sorrise

Debra: andiamo ad ucciderli tutti

Le due si guardarono con un misto di diffidenza reciproca.

 

 

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Angel: e così iniziò la guerra…con questo incontro la guerra per la liberta si scatenò su Venice


E con questo vi do appuntamento al 21 Febbrario con il decimo episodio del titolo “Try”…spero che vi sia piaciuto questo scorcio in avanti…ma andremo ancora più in avanti nel finale…

Guest Star:         

 

                        Michael Fjordbak (Ryan)

  

                         Katie McGrath (Amelia)

  

                         Jeremy Renner (Jeremy Anderson)

                          Linda Hamilton (Thea)

                         Daniel Craig (Jared Anderson)

                           Katie Cassidy (Rose Anderson)

                             Evan Peters (Angel)

  


 

 

 

 

Venice Globe 3×09 “Christmas” CHRISTMAS SPECIALultima modifica: 2013-01-20T16:30:12+01:00da vmal91
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